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Attentato a Ranucci: difendiamo la ricerca della verità e la vita dei colleghi

Informazione@futuro esprime profondo sdegno e ferma condanna per il gravissimo attentato che la scorsa notte ha colpito Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore della trasmissione Report. L’ordigno piazzato sotto la sua automobile, esploso con una potenza tale da poter uccidere chiunque si trovasse nei pressi, rappresenta un atto vile e intimidatorio che colpisce non solo una persona, ma l’intera comunità dei giornalisti e, con essa, il diritto dei cittadini a essere informati.

Siamo di fronte a un episodio che riporta il nostro Paese a scenari che pensavamo appartenessero al passato, quando la violenza e la paura venivano usate per zittire chi cerca la verità. Oggi, l’attentato a Ranucci assume un significato ancora più inquietante perché si inserisce in un clima di crescente ostilità verso il giornalismo d’inchiesta e verso l’informazione libera e di qualità.

Informazione@futuro esprime la massima solidarietà a Sigfrido Ranucci, alla redazione di Report e a tutti i colleghi che quotidianamente svolgono con coraggio il proprio lavoro, nonostante le minacce, le pressioni e i tentativi di delegittimazione. Le intimidazioni fisiche, come quella di questa notte, si aggiungono a una catena di altre forme di violenza più subdole ma altrettanto pericolose: le denunce temerarie per diffamazione, usate per intimidire e scoraggiare l’inchiesta giornalistica; le querele milionarie che mirano a ridurre al silenzio chi indaga su corruzione, malaffare e poteri forti; la protervia con cui settori politici ed economici del Paese negano o limitano l’accesso alle informazioni, eludendo la trasparenza e ostacolando il lavoro dei cronisti.

In un contesto in cui la libertà di stampa è messa quotidianamente in discussione, questo attentato deve essere un campanello d’allarme per le istituzioni e per l’intera società civile. Non si può più tacere di fronte a una deriva che mette in pericolo il diritto costituzionale dei cittadini a essere informati e la sicurezza stessa di chi svolge il mestiere di giornalista con onestà e responsabilità.

Chiediamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che le autorità garantiscano a Ranucci e a tutti i colleghi condizioni di lavoro sicure e libere da ogni forma di intimidazione. Difendere la libertà di stampa significa difendere la democrazia: un Paese che lascia soli i suoi giornalisti è un Paese che rinuncia alla verità.

Informazione@futuro

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