Ridicoli e grotteschi gli attacchi al segretario Pappagallo. La categoria merita ragionamenti e soluzioni, non calunnie

E’ ridicolo e diffamatorio che Controcorrente aggredisca il segretario di Stampa Romana, Lazzaro Pappagallo, chiamandolo “scudiero” e “portavoce” del sottosegretario Vito Crimi solo perché ritiene che nell’attuale crisi dell’editoria e dell’informazione sia necessario trattare con tutto il governo, anziché limitarsi all’interlocuzione con il sottosegretario Claudio Durigon.

Si tratta però di farlo nell’interesse dei giornalisti italiani, a differenza di quanto fecero colleghi di Controcorrente, anche allora ai vertici della Fnsi, quando si trattava di ottenere soldi pubblici per costosi prepensionamenti o di ridurre a 6/20 euro al pezzo le tariffe per i freelance, con tutto ciò che ha comportato anche in termini di dissanguamento dell’Inpgi.

Altrettanto grottesco è che Controcorrente si intesti il percorso delle stabilizzazioni in Rai, per il quale Stampa romana ha svolto un ruolo decisivo insieme all’Usigrai.

È un vero peccato che Controcorrente non sappia uscire dalla logica dell’attacco personale al segretario Pappagallo, reo di aver costruito una maggioranza senza di loro alla Romana e di aver aumentato gli iscritti dai 2960 del 2017 ai 3120 del 2018, in controtendenza rispetto agli anni precedenti e ad altre associazioni regionali della stampa.

 

Coordinamento Informazione@Futuro

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