Lavoratori Autonomi . Più diritti e tutele nel nuovo contratto di lavoro

di Vincenzo Campo

 

 

Non siamo i “riders dell’informazione”.  Con tutto il rispetto per questa tipologia di lavoratori, voler mettere oggi sullo stesso piano dei riders i lavoratori para subordinati, autonomi e le partite Iva o chi collabora con testate giornalistiche e svolge l’attività giornalistica o di comunicazione, professionalmente nel pubblico o nel privato, non è corretto e rischia di rappresentare malamente un’intera categoria che oggi chiede con i suoi rappresentanti sindacali più welfare e tutele per i collaboratori e le nuove professionalità già nella revisione del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

 

Sono molte le realtà locali delle ASR che nel corso di una prima Assemblea  Nazionale dei Lavoratori Autonomi, convocata a fine febbraio,  hanno portato il loro contributo ad un processo di costruzione e rappresentanza in direzione di nuovi fatti concreti che ora dovranno tradursi con il rinnovo del CCNL e in fatti concreti a tutti i livelli per la Federazione Nazionale della Stampa e i suoi rappresentanti locali.  L’accelerazione impressa, grazie ad una convocazione sui generis al tempo del Coronavirus,  ha creato un clima particolare che ha visto prevalere il senso di responsabilità di tutti i partecipanti con la conferma del coordinatore friulano del Clan Maurizio Bekar e dei nuovi rappresentanti della Commissione contratto Giuseppe Ceccato, Roberta de MaddiAlessandro Mano che insieme al segretario generale aggiunto Mattia Motta dovranno  difendere gli interessi della categoria.

 

Si è sancito l’inizio di un nuovo percorso di crescita per l’intero gruppo nazionale dei lavoratori autonomi , reso possibile dalla sensibilità di una larga parte dell’assemblea che intende con i suoi rappresentanti portare avanti una battaglia di equità e di giustizia, per affermare  l’identità del lavoro autonomo e professionale. ‘Abbiamo lavorato negli ultimi anni ben al di là delle appartenenze a questa o a quella corrente sindacale. Naturalmente ora, alcune politiche affermate in Assemblea,  sia nella definizione delle misure di tutela, sia sul fronte previdenziale e fiscale sono perfettibili. Bisogna lavorare ad un contratto inclusivo per gli autonomi e i freelance’, ha dichiarato Maurizio Bekar, neo eletto alla guida del CLAN.

 

Oggi per la FNSI non è  infatti più possibile vedere implodere politiche e lotte sindacali che sono state varate per far fronte all’inclusione dei precari e la tutela di freelance in ordini del giorno e in mozioni anche all’ultimo Congresso Fnsi  del 2019 e discusse in vari toni nel corso della recente assemblea 2020 degli autonomi.  Non includere tutele e nuovi diritti nel nuovo contratto di lavoro giornalistico, a favore dei lavoratori non dipendenti e dei freelance, ed attuare le politiche per gli autonomi potrebbe configurarsi come una sconfitta per tutti i dirigenti sindacali a tutti i livelli, e rischierebbe di allontanare molti iscritti e tantissimi autonomi, cosa che per altro nessuna componente del frastagliato insieme sindacale si può più permettere, nell’interesse anche del sistema di welfare, previdenza ed assistenza dei giornalisti.

 

“Si apre una fase nuova di rappresentanza per i giornalisti non dipendenti nel segno dell’inclusione e della responsabilità – ha dichiarato il segretario aggiunto Fnsi Mattia Motta. È importante sostenere sui territori le colleghe e i colleghi che si stanno organizzando in coordinamenti che fanno riferimento alle Assostampa e alle commissioni regionali del lavoro autonomo. Denunciare il falso lavoro autonomo che inquina l’informazione in Italia attraverso organizzazione, mobilitazione e, se necessario, conflitto è la prospettiva per passare dalla protesta alla proposta, dalla resistenza al progetto”.

Oltre alla questione dell’Equo compenso, sempre più urgente visto l’assenza pluriennale di tariffari per i professionisti e chi svolge l’attività di giornalista, indispensabili a definire anche il quadro di tutela per i rapporti di lavoro autonomo, sono state molte le tematiche discusse e avanzate molte proposte nel corso dell’Assemblea Nazionale dei Freelance e Lavoratori autonomi. Dalle  misure  di deducibilità integrale delle spese di formazione obbligatoria e alle spese dell’assistenza sanitaria, al rispetto dei termini di pagamento e l’accesso non discriminatorio gli appalti pubblici per i lavoratori autonomi e microimprese giornalistiche e ai fondi strutturali europei , a nuovi strumenti e servizi permanenti dedicati al sostegno dell’auto-impiego e dell’autoimprenditorialità. Proposte che rappresentano senza dubbio una tappa fondamentale per competere ad armi pari sul mercato dei servizi professionali per i freelance e far crescere le opportunità di lavoro .

 

Da tutti gli interventi la necessità di promuovere gruppi di lavoro permanenti e interprofessionali, sulle tematiche specifiche del lavoro autonomo che contribuiscano localmente a rafforzare il raccordo tra gli organismi del lavoro autonomo nazionale dell’FNSI e quelli dei territori.

 

La richiesta di più welfare e tutele per i lavoratori autonomi e le partite Iva sono stati al centro di molti interventi all’Assemblea, che allo tempo ha visto rimarcare l’esigenza del rafforzamento di diritti fondamentali sulla maternità, i congedi parentali, sulla malattia e gli infortuni per i giornalisti autonomi e la proposta di realizzare un fondo di solidarietà insieme all’ Inpgi, per estendere anche ai parasubordinati e autonomi misure di politica attiva del lavoro, come il contratto di ricollocazione introdotto dal Jobs Act.

Si è discusso dell’esigenza dell’inserimento dello smartworking o lavoro agile per rafforzare  le collaborazioni esterne già previste nel CCNL, delle  tutele essenziali che interessano tutti i giornalisti freelance, non solo quelli mono committenti, ma anche pluri committenti, del rischio di abbandonare i contratti Co.co.co e i Co.co.pro.,  oggi uniche forme di lavoro flessibile a cui possono aggrapparsi  i lavoratori non dipendenti, a modifiche contrattuali che permettano la certezza del pagamento degli articoli commissionati, consegnati e non pubblicati. Si è parlato, infine, di come provvedere a stabilire procedure per la tracciabilità del lavoro giornalistico, della certificazione sui profili social dei professionisti soggetti al rispetto del codice deontologico, e alla certificazione della imprese committenti e aziende editrici che rispettano l’equo-compenso e si avvalgono di figure professionali per determinare  le loro comunicazioni esterne.

 

Per molti è ancora oggi incomprensibile perché il sindacato dei giornalisti negli ultimi anni, visto che in questo caso con gli autonomi e i non dipendenti rappresentano nel sistema dell’editoria e della comunicazione i 2/3 dei lavoratori, non abbia partecipato, o potuto partecipare, attivamente con suoi rappresentanti agli organismi interprofessionali sul lavoro autonomo per formulare proposte e indirizzi operativi in materia di politiche del lavoro autonomo per i giornalisti e i professionisti della comunicazione con particolare riferimento a modelli previdenziali e di welfare e alla formazione professionale.

 

Oggi, è quindi necessario aprire una nuova stagione per i lavoratori autonomi e i freelance, evitare di perdere tempo con progetti inutili e adoperarsi per un confronto vero con gli editori. Promuovere la qualificazione del lavoro giornalistico,  la formazione e l’apertura a nuove professionalità è alla base del lavoro a cui sarà chiamata a breve la FNSI e il neo gruppo di dirigenti sindacali eletti in Assemblea. Non serve a nessuno, tanto meno ad un sindacato ‘con la “schiena dritta”, salvaguardare solo i processi di ristrutturazione aziendale proposti dalla Fieg, senza essere in grado di tutelare tutti i lavoratori nel loro complesso ed includere ed integrare nell’articolato del CCNL, specifiche  che possono modernizzare la professione giornalistica grazie ad un contratto moderno in grado di fare gli interessi dei collaboratori, dei freelance, che accompagni finalmente la trasformazione del settore.

👉 @vmcampo

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