Lista civica Riforma & Dignità, il ringraziamento di Carlo Picozza

Grazie a tutti per la messe consistente di consensi che avete voluto assegnare ai candidati della Lista civica Riforma & Dignità per i Consigli regionale e nazionale dell’Ordine dei giornalisti.
Grazie di cuore a tutti e a ognuno per aver consentito a tutti i nostri candidati consiglieri professionisti (sei più due revisori per il Lazio, sette per l’Italia) di arrivare al ballottaggio (si vota il 3 e il 4 novembre, online, e il 7 novembre al seggio fisico). Grazie, per la fiducia riposta nel nostro impegno.


Sarà proprio questa vostra fiducia il viatico che muoverà la volontà e le azioni che metteremo in campo innanzitutto ascoltando i colleghi, interpretandone il fabbisogno per rispondere con atti di sostegno, solidarietà e indirizzo alla fase nuova (per tanti versi drammatica soprattutto sul versante dell’occupazione) apertasi anni fa nel mercato del lavoro editoriale, con il passaggio dall’analogico al digitale. Ascoltare è già di per sé saper interpretare e muoversi verso il completamento della riforma dell’Ordine, a partire dall’accesso. Una riforma che riesca a cogliere la molteplicità e la tendenziale complessità delle nuove figure professionali del mondo giornalistico e della comunicazione.


Grazie per la fiducia e per l’attenzione che avete riservato al nostro programma e ai suoi interpreti nella futura consigliatura. Da questa però, il voto ha escluso i pubblicisti della nostra Lista civica. Non ce l’hanno fatta. È il punto dolente di queste elezioni. I nostri colleghi si sono impegnati con lealtà e sacrificio nella campagna elettorale e a loro, Tommaso Polidoro, Renata Palma, Elisabetta Palmisano e Ugo Baldi, arrivi il ringraxiamenyi mio e del resto della swuadra per il pezzo di strada percorso insieme e per altra da battere ancora.


Per attuare i nostri impegni, contro ogni tendenza alla chiusura se non addirittura al rifugio in un passato ormai inesistente, vi chiediamo un altro sacrificio, il voto al secondo e ultimo turno elettorale.
E questa volta, molte difficoltà saranno superate con i nomi dei candidati già stampati nelle schede elettorali. A scanso di equivoci. Gli stessi nei quali si è pure incappati al primo turno, proprio con la mia candidatura i cui consensi sono andati al di là di ogni aspettativa, vuoi per la loro consistenza, vuoi perché hanno travalicato il Lazio, regione in cui mi sono candidato per spingermi fino al nazionale.


Verrebbe perciò da dire “troppa grazia”. Da candidato alla presidenza dell’Ordine del Lazio, sono stato catapultato dai vostri voti non solo al ballottaggio nella mia regione, arrivando secondo, ma anche al ballottaggio per il Consiglio nazionale. Se quei voti per il nazionale fossero arrivati al posto giusto (per il regionale) sarei già stato eletto al primo turno. Un motivo in più per non sbagliare di fronte al voto del secondo turno Ribadisco il mio impegno a finire il lavoro per l’Ordine del Lazio. Rinuncio, insomma, alla candidatura, assegnatami con il voto di tanti di voi, per l’Ordine nazionale e ringraziandovi ancora per l’attenzione, la disponibilità e la fiducia che sapremo interpretare e tradurre guardando sempre al diritto dei cittadini di essere informati in modo corretto e completo.

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