La vittoria di Riforma e dignità all’Ordine: merito di un progetto largo e condiviso

di Lazzaro Pappagallo – Segretario Associazione Stampa Romana

Carlo Picozza mi onora della sua amicizia e di un passaggio nel suo messaggio di ringraziamento dopo il successo della squadra di Riforma e Dignità nelle elezioni per l’Ordine del Lazio.

Ricambio con qualche considerazione.

Prima i numeri.

Abbiamo rimontato il distacco del primo turno a da un 2 a 13 per Contrordine passiamo ad un 9 a 6 per noi. Eleggiamo 3 consiglieri regionali le due revisore dei conti e 4 consiglieri nazionali.

Tutti i nostri colleghi sono avanti rispetto ai loro dirimpettai. Anche chi non è stato eletto e si è impegnato con grande generosità prende mediamente più voti dei rivali.

Ma non è solo una questione aritmetica.

La scommessa vinta era quella della Lista civica cioè di un gruppo di colleghe e colleghi dentro e fuori dalla logiche sindacali e di gruppi professionali che si univano per far fronte alle questioni ordinistiche riconoscendosi tutti nel programma.

Abbiamo costruito questo fronte largo senza settarismi, senza conventio ad excludendum, senza comportamenti discriminatori quelli si autenticamente antidemocratici.

Nella crisi che attraversiamo e nella rifondazione della categoria questo e’ l’unico linguaggio che a Roma i colleghi riconoscono e vogliamo parlare sempre più spesso.

Ci si confronta sul merito delle cose e si agisce.

È quello che per anni abbiamo fatto sulle pensioni e i colleghi nonostante il tentativo di “scippare” il risultato ottenuto in legge di bilancio cioè la garanzia pubblica hanno creduto alla coerenza di lungo corso delle proposte.

E le proposte e le buone pratiche sono necessarie per rilanciare l’Ordine nazionale e regionale.

Un Ordine che non sia un dispensatore di bollini a inizio anno ma abbia una visione sulla trasformazione della professione in cui la gestione locale sia coraggiosa e meno notarile, in cui non ci si ritrova sospesi a volte a insaputa dei diretti interessati in cui la gestione delle pec cioè di un obbligo di legge, presente da un anno, non sia una seccatura o uno sbarramento per l’esercizio del voto, in cui durante la pandemia si ricorda ai colleghi che a marzo non sono ancora iscritti che possono farlo con gli strumenti diversi a disposizione.

Poco? Tanto? Certamente passi importanti per andare avanti.

Carlo Picozza ha la legittimità per guidare l’Ordine in base al voto dei colleghi e avrà la sensibilità di coinvolgere tutti gli eletti su un progetto utile a tutti i colleghi. L’unico possibile e praticabile.

Noi (Infofuturo) banalmente abbiamo portato a fattore comune le nostre qualità: le proposte e le idee, un modo concreto di lavorare, un attivismo generoso e leale, una certa umiltà o se volete assenza di presunzione. E anche queste doti le mettiamo a disposizione della comunità delle giornaliste e dei giornalisti

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