FONDO GIORNALISTI: ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA

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Colpo di mano per estromettere la lista Fondo Sicuro. Annulliamo le elezioni.

Alle 14,57 di ieri, 14 marzo 2022, un comunicato senza alcuna firma è stato inviato da una casella del Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani per informare gli Iscritti del rinnovo del Consiglio d’Amministrazione e del Collegio Sindacale.
Secondo questo comunicato vengono ammessi soltanto quattro candidati per sei posti in consiglio e un sindaco. Noi ed il nostro sindaco non ci siamo. Siamo stati esclusi senza alcuna comunicazione da parte della Commissione elettorale o degli uffici del Fondo Giornalisti.

E’ l’ennesimo abuso di chi vuole una sola formazione in lizza, privando così centinaia di Iscritti del diritto di esprimere il loro voto.
Evidentemente c’è chi teme il confronto elettorale e decide di vincere prima, a tavolino, senza alcuna competizione.
I rappresentanti della Fieg e i vertici della Fnsi hanno deciso di farci fuori su basi pretestuose, con l’obiettivo di governare indisturbati gli incarichi e i mandati del Fondo con i soldi dei giornalisti iscritti.

La cronaca degli ultimi giorni: informalmente veniamo a sapere che ci sono dubbi sulle firme raccolte via Pec per la nostra lista. Raccolte, lo sottolineiamo, seguendo le decisioni del CdA che ha indetto le elezioni e la delibera votata all’unanimità e che ci hanno permesso di depositare 430 firme in sede, in un fascicolo con scritto all’esterno in evidenza “Fondo Sicuro”.
Lo stesso presidente della Commissione elettorale ci suggerisce, per togliere qualsiasi dubbio di mezzo, di raccogliere altre Pec in cui alcuni colleghi, già sottoscrittori della lista, precisano che indicando la lista Fondo Sicuro si riferivano ai nomi dei candidati qui sottoscritti. Quarantacinque colleghi seguono il nostro invito e, insieme alle 224 firme cartacee raccolte, superiamo così abbondantemente la soglia delle 250 firme necessarie per presentare la lista.
Ma lo stesso presidente della commissione – espresso dalla Fieg – si adegua al parere contrario del rappresentante dell’altra parte e cambia idea, estromettendoci dal voto.
Un rigore unilaterale: le altre candidature – alcune in forma individuale – non presentano il numero sufficiente di firme richieste, come fa mettere a verbale il nostro rappresentante di lista, ma non succede nulla.

Il regolamento elettorale viene liberamente interpretato e sempre a nostro sfavore.
Da subito nella commissione hanno tentato di mettere il bavaglio al nostro rappresentante chiedendogli di firmare una inutile “dichiarazione di riservatezza”. Inoltre, non vengono forniti gli elenchi degli aventi diritto al voto e dei votanti, strumenti indispensabili per accertare la regolarità delle votazioni.
Infine, la decisione di escluderci dalla competizione elettorale, decisione presa a maggioranza di due su tre perché il presidente della commissione – che dovrebbe essere terzo – si schiera con una delle due parti.

Ricordiamo che centinaia di colleghi si riconoscono nella Lista Fondo Sicuro in cui convergono le componenti di Senza Bavaglio, Informazione@futuro, Unità Sindacale-Mil e Puntoeacapo.
Facciamo presente che indire elezioni con quattro candidati per sei posti in cda e un sindaco su due non è previsto dallo statuto del Fondo Giornalisti e quindi è illegittimo.

Difenderemo il nostro Fondo da questo abuso.

Abbiamo chiesto la convocazione d’urgenza di un Consiglio d’Amministrazione straordinario. Ci rivarremo in tutte le sedi opportune: dalla magistratura fino alla Covip, la commissione di vigilanza sui Fondi pensione.

In questi anni la lista Fondo Sicuro ha lavorato con trasparenza ed onestà sempre nell’interesse degli Iscritti.
Tanti sono stati i cambiamenti introdotti con cui abbiamo rimediato anche agli errori gestionali del passato. Tra l’altro sono stati riformati i comparti, sono state fatto le pulci ai gestori per ottenere rendimenti migliori e aumentata l’attenzione per i provider che lavorano per il Fondo. Il che significa evidentemente dar fastidio. Per esempio, al prof. Micocci, consulente attuariale dell’Inpgi e della sostenibilità dei suoi conti (!) che da Consigliere di Amministrazione – in quota Fieg – ha votato per se stesso quando si è trattato di scegliere il Direttore Generale del Fondo, spostando a suo favore l’esito del voto.
Per noi Micocci non era adatto all’incarico, abbiamo votato contro e presentato ricorso contro questa decisione. Ma lui a quel ruolo ci tiene, visto che frutta – per una consulenza part time di un paio di mattine a settimana – 80mila euro l’anno più Iva, contratto in scadenza fine 2022.
Tentano di escluderci perché diamo fastidio?

I CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE
SIMONA FOSSATI
CORRADO CHIOMINTO
MARCO LO CONTE
TIZIANA STELLA
I CANDIDATI AL CONS DI AMMINISTRAZIONE PER LA LISTA FONDO SICURO
VALERIO BONI
GIANNI DRAGONI
MARCO lo CONTE
TIZIANA STELLA
IL CANDIDATO SINDACO PER LA LISTA FONDO SICURO
RENATO PEDULLA’

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