Il consiglio di Stato impone la trasparenza degli atti per Inpgi. L’inizio di una nuova stagione per il welfare dei giornalisti

di SOS Inpgi 

 

 

Il Consiglio di Stato con la sentenza 04771/2020 del 27 luglio ha ribadito il diritto degli iscritti Inpgi di accedere agli atti del Fondo immobiliare “Giovanni Amendola” in cui sono stati apportati gli immobili dell’ente e ha dato torto alla Direzione e ai vertici dell’Istituto che per quasi 7 anni hanno negato l’accesso a questa documentazione.

Come Sosinpgi non possiamo che rallegrarcene avendo posto tra i punti del nostro programma  elettorale la pubblicità di questi documenti, tra cui – lo ricordiamo – la stima complessiva preventiva del cosiddetto esperto indipendente e i decreti autorizzativi dei ministeri vigilanti. Ringraziamo l’avvocato Vincenzo Perticaro per il suo ruolo fondamentale nell’ottenere questo risultato.

Il Consiglio di Stato ha riaffermato il principio molto importante della funzione pubblica svolta dall’Inpgi e ha stabilito che la gestione del patrimonio ha un “riflesso diretto” sulle attività previdenziali e assistenziali dell’ente. Concetto che può sembrare perfino scontato ma che è stato costantemente offuscato in questi anni.

Cosa alla quale teniamo più di ogni altra, il Consiglio di Stato nella sentenza ha tenuto anche a chiarire che nessuno dei cinque colleghi che hanno sostenuto questa battaglia per tutti ha perseguito un interesse personale ma hanno difeso il nostro diritto di conoscere atti fondamentali per la stessa sopravvivenza dell’ente, nell’interesse dell’Istituto, degli iscritti e nell’interesse generale.

L’orientamento di questa sentenza era già stato espresso in modo molto chiaro a ottobre dal Tar. Avremmo potuto evitare di attendere questi altri mesi. I vertici dell’Inpgi hanno però voluto proporre appello al Consiglio di Stato. Una scelta che rispettiamo anche se non la condividiamo.

Ma non è certo il momento delle “ola” e dei cori da stadio. La scommessa per tutti è una: salvare l’Istituto e (tornare a) renderne sostenibili i conti. Ci auguriamo che il coraggio e la chiarezza dimostrata dai giudici della giustizia amministrativa, che ringraziamo, sia fatta propria anche dalla politica.

Da un comunicato ufficiale apprendiamo che l’Inpgi è pronto a fornire la documentazione per cui il Consiglio di Stato ha ordinato l’ostensione. Ce ne rallegriamo. Con una precisazione doverosa. Non siamo stati certo noi a “predicare” (testuale) la “segretezza degli atti”. E’ esattamente il contrario. Per ben quattro gradi di giudizio nelle memorie in nome e a difesa dell’Inpgi il diniego all’accesso ai documenti è stato motivato fra l’altro proprio con la “segretezza commerciale” degli atti (anche dei decreti ministeriali?). Le memorie Inpgi sono a disposizione di tutti, compresa la Direzione dell’Istituto.

Abbiamo detto fin dall’inizio che riteniamo l’ ”operazione Fondo immobiliare” una scelta sbagliata, per come è stata attuata e per i risultati prodotti. Quando potremo esaminare le carte se tutti i passaggi ci convinceranno ne daremo atto tranquillamente. Se avremo dubbi li solleveremo. Se emergeranno errori da correggere li segnaleremo, con la chiarezza e la lealtà di sempre. Con l’unico obiettivo di sempre: salvare la previdenza e disegnare il welfare futuro dei giornalisti, con una tutela pubblica che riteniamo indispensabile per la natura di questa professione, senza privilegi e senza ipocrisie.

LEGGI LA  sentenza INPGI 

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