Casagit, primo atto della nuova consiliatura: aumentano gli stipendi per i vertici

di Raffaella Ammirati, Giampaolo Cadalanu e Carla Manzocchi.

Delegati Infofuturo Insieme per Casagit

L’Assemblea Casagit di giovedì 1 luglio 2021 va raccontata per intero. Perché prima dell’elezione del nuovo Cda, a cui auguriamo buon lavoro, i delegati dei soci hanno votato su un altro punto all’ordine del giorno: “determinazione dei criteri di quantificazione dell’indennità annua degli organi sociali”. Per inciso, non abbiamo trovato notizia di questo voto nel sito della Mutua dei giornalisti italiani.

Materia complessa, la determinazione dei compensi: cerchiamo di farci capire. Per noi delegate e delegati la prima scoperta è stata che i compensi di presidente e vicepresidenti e degli altri organi sociali non potevano essere gli stessi dell’era Cerrato. Perché? Perché nel nuovo Statuto è stato introdotto un articolo (il 28) che chiede all’Assemblea di indicare i criteri delle indennità.

Giovedì, a sorpresa nella cartella dei delegati all’Assemblea, distribuita all’iscrizione, abbiamo già trovato una bozza di delibera ‘anonima’ sulla questione compensi, che poi è stata illustrata all’inizio dei lavori dal direttore generale Casagit, Francesco Matteoli, come proposta del presidente del comitato elettorale. Una procedura che ‘Insieme per Casagit’ ha contestato nella forma (le mozioni, per statuto, devono essere proposte dall’assemblea) evidenziando, nella sostanza, il maggior esborso stimabile dalla proposta del presidente del comitato elettorale rispetto sia al passato sia alla nostra proposta basata sulla continuità, sull’ancoraggio del compenso al contratto giornalistico e sulla sobrietà nella gestione dei soldi dei soci che, come monito, è stata indicata anche per nomine e compensi in Fondazione, di competenza del nuovo Cda.

Walter Nerone (Controcorrente Pescara) ha fatto sua la proposta del presidente del comitato elettorale per renderla votabile, superando l’ostacolo procedurale. Il fiduciario del Lazio Mario Antolini ha quindi chiesto il voto segreto per le due mozioni che è stato accordato. Nonostante le perplessità e il richiamo all’opportunità rispetto agli aumenti dei compensi, in considerazione delle difficoltà attraversate da molti colleghi, la proposta Nerone è passata.

E allora, cerchiamo di decifrare questi criteri contenuti nella delibera approvata dall’Assemblea a maggioranza (44 voti). Nel caso in cui il presidente sia un giornalista in attività collocato in aspettativa non retribuita, il compenso annuo assume come parametro di riferimento il costo aziendale di un capo redattore (circa 73.400) maggiorato del 30 per cento (circa 22.000), più un sistema di rimborso spese articolato. Si arriva a un totale di circa 100mila lordi: e grossomodo fin qui siamo nell’ordine dei costi degli ultimi anni.

Ma c’è dell’altro. Nel caso in cui uno dei due vicepresidenti, giornalista in attività, sia in aspettativa non retribuita il relativo compenso assumerà come parametro il costo aziendale di un vicecaporedattore (circa 60.800) aumentato del 30 per cento (circa 18mila), più rimborso spese.

Questo non c’era prima per i vicepresidenti, a cui non si chiede un impegno particolarmente oneroso. E così, voilà, i costi crescono e di molto. Vanno aggiunti i compensi dei componenti del Cda, le altre figure sociali e i vertici della Fondazione, ancora da designare e i cui emolumenti sono da stabilire.

Tirando due somme, Antolini ha stimato che da una spesa complessiva di circa 100mila euro dell’ultima consiliatura si passerebbe a 200mila all’anno.

Nessuno l’ha corretto, ne deduciamo che il calcolo sia più o meno esatto.

Noi di ‘Insieme per Casagit’ abbiamo votato la delibera Gariboldi-Antolini (34 voti) che cercava di contenere i costi. Spesa per indennità spettante al presidente calcolata in circa 100mila lordi arrotondati, più o meno come negli ultimi anni. Tutti gli altri compensi in linea con le ultime due consiliature. Invito alla sobrietà nel determinare i compensi da stabilire per la Fondazione.

E’ sconcertante che la prima decisione della nuova Assemblea sia quella di aumentare gli stipendi dei vertici Casagit in un momento in cui la categoria non se la passa bene.

Sappiamo che i giornalisti contrattualizzati che danno ogni mese cifre significative a Casagit si lamentano, e giustamente, perché molti rimborsi sono diminuiti negli ultimi anni. E noi che facciamo, aumentiamo i costi per i compensi? Non riusciamo a considerarlo “un investimento strategico”, come ha detto il neo presidente Gianfranco Giuliani nel suo intervento in Assemblea, prima del voto. E anche a lui buon lavoro, ce ne sarà bisogno per mantenere la cassa in equilibrio a vantaggio di tutti.

Siamo ancora in tempo per cambiare direzione. Sta al Cda l’ultima decisione. Non facciamo che il primo atto del nuovo corso Casagit sia questo.

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