Noi Giornalisti Rai: lettera aperta alla vigilanza sulle cancellazioni dei tg

Gentili Commissari,
Noi Giornalisti Rai è una componente dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti del Servizio Pubblico e proprio in questa veste vogliamo invitarVi a riflettere su quanto sta accadendo in Azienda.


La cancellazione della terza edizione della TGR e del tg della notte di Raisport dai palinsesti del prossimo anno ha un significato preciso: colpire l’informazione di prossimità e gli aggiornamenti sportivi, in pratica ciò che giustifica il contratto di servizio pubblico.
La Rai ha parlato del presidio di RaiNews 24, ma dovrebbe essere chiaro che l’informazione regionale ha bisogno di contatti costanti con il territorio e non è fatta soltanto di emergenze, anzi. L’informazione regionale è fatta soprattutto di storie che difficilmente arrivano ai nazionali, di avvenimenti politici riferiti a territori circoscritti e che proprio per questo hanno bisogno della TGR.


L’AD Fuortes ha detto che la terza edizione ha una quota di share troppo bassa per giustificare le spese di produzione, falso, la terza edizione quasi sempre fa registrare ascolti secondi soltanto a RaiUno e Canale 5, ma noi riteniamo che si possa fare molto meglio. Anche alla luce delle numerosissime prese di posizione di forze istituzionali, sindacali e sociali, vi invitiamo a riflettere sulla valenza democratica e sul valore di Servizio Pubblico di un’edizione più ampia, di quindici minuti, tra la prima e la seconda serata, in una fascia oraria che non prevede il pagamento di straordinari o turni maggiorati, una fascia oraria che permetterebbe a chi rientra a casa dopo le 20 di fruire dell’informazione regionale come suo diritto.


Vi invitiamo anche a riflettere sul fatto che se la “soglia di sopravvivenza” secondo l’AD si attesta intorno al 5% di share, soglia peraltro ampiamente superata dall’edizione in questione, allora bisognerebbe prima pensare alla cancellazione di tutte le trasmissioni acquistate da società esterne che non riescono a raggiungere quella fatidica soglia e che potrebbero essere sostituite da produzioni interne, con un risparmio reale.
Va bene parlare di costi, ma bisogna tener presente la funzione di Servizio Pubblico, per cui gli italiani pagano il canone. L’informazione di prossimità è un patrimonio di democrazia per il nostro Paese: va potenziata e adeguata ai nuovi media, non ridotta o incorporata in uno sterile prodotto di mainstream.

Noi Giornalisti Rai

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