di Raffaella Ammirati e Loredana Colace
Nel mare accidentato in cui naviga la professione giornalistica nessun organo di categoria è in acque sicure. Casagit non fa eccezione. Anzi, la Cassa è scossa anche dal bradisismo di un sistema sanitario pubblico in grossa crisi, di cui dovrebbe essere una ‘gamba’ integrativa ma che, a fronte delle infinite liste d’attesa, troppe volte diventa sostitutivo. Sul fronte della sostenibilità pesa la crisi del settore.
La spina dorsale della cassa, rappresentata dai colleghi con regolare contratto, si erode. Il contributo complessivo dei contrattualizzati è sceso di 1 milione: 39,025 milioni nel 2023 diventati 38,172 nel 2024. E il trend per il 2025 non fa sperare in meglio. Il disavanzo tra le prestazioni che ogni anno la cassa fornisce e le entrate (prevalentemente contributi del profilo 1, contrattualizzati, pensionati e volontari) si attesta, in prospettiva, a circa 6 milioni l’anno. Una cifra che ha portato la consiliatura in uscita a varare la ‘stretta’, entrata in vigore a gennaio di quest’anno, su cui tanto abbiamo discusso e su cui, probabilmente, ancora molto discuteremo come Infofuturo, convinti come siamo che sia necessario ‘riformare questa riforma’ in un’ottica che valorizzi di più e con maggiore decisione la vocazione alla solidarietà con la quale la cassa è nata ma, soprattutto, avendo ben presente l’equità.
Uno dei punti nodali su cui, a diversi livelli, abbiamo manifestato la volontà di intervenire è la modalità – basata esclusivamente sull’età del familiare e non sul reddito come riteniamo più opportuno – che si è scelta per rimodulare i contributi dei familiari, voce di spesa storicamente (e particolarmente) elevata: nel 2023 i familiari a fronte di un versamento di quasi 9 milioni di euro hanno usufruito di oltre 22 milioni in prestazioni. Mentre i soci principali spendono relativamente poco: su 100 euro versati sono solo 45 quelli di cui concretamente usufruisce in prestazioni che diventano 109 per i soci pensionati.
Razionalizzare e intervenire, a fronte dei rischi di un bilancio con un rosso di sei milioni è una necessità – e anche una responsabilità – che riguarda tutti: ciò però non può far passare misure che mentre penalizzano alcuni privilegiano altri.
E’ in questo quadro che dal 6 al 10 giugno si vota per Casagit. Noi vogliamo esserci, possibilmente in forze, per dare un contributo reale. L’attuale maggioranza rappresentata da ‘Controcorrente’ – ai vertici della Cassa da tempo, come lo è stata drammaticamente per Inpgi e lo è ancora per Inpg 2 – è molto organizzata e, inutile negarselo, ben più presente e strutturata a livello nazionale (oltre che ben piazzata in posizioni di vertice).
La nostra ambizione è però quella di ‘sparigliare le carte’, smentire le previsioni con la lista ‘Casagit per te’, in cui – come rappresentati di Infofuturo – siamo entrate, insieme alla collega Gaia De Scalzi, di Pluralismo e Libertà, in alleanza con Punto e a capo’, condividendo un programma. Lo slogan della lista è : ‘Tutelare la stabilità economica per garantire prestazioni e solidarietà’.
Le linee programmatiche ci impegnano sia sul fronte di una maggiore efficienza della ‘macchina’ Casagit, sia sul fronte della qualità dell’assistenza ai soci. Per quanto riguarda la struttura, fondamentale il controllo dei costi, da quelli di gestione quotidiana alla necessità di una riduzione degli organismi dirigenti (oggi 11 membri del Cda, un presidente e 2 vicepresidenti), pensiamo poi a un taglio di almeno il 10% dei compensi dei vertici e del contributo annuale alla Federazione nazionale della stampa. Serve anche una maggiore trasparenza su bilanci, spese di rappresentanza, emolumenti e uscite varie.
Per quanto riguarda le prestazioni la solidarietà resta per noi un punto fermo, l’obiettivo deve essere quello di garantire con il massimo supporto possibile le categorie più fragili. Nel concreto a nostro avviso serve lavorare di più, per esempio, sulle convenzioni, con trasparenza, puntando sul massimo vantaggio per i soci e verificando eventuali rapporti sfavorevoli su cui serve intervenire. Inoltre: va aumentato il numero delle convenzioni per ricoveri e prestazioni dirette e migliorati i rimborsi per visite e farmaci, che con la ‘manovra’ di inizio anno sono state penalizzate.
Da potenziare anche la prevenzione, che deve essere progettata con una visione ampia, anche nell’ottica di contenere la spesa riducendo l’insorgere di malattie. Questi alcuni punti del programma che, in questi giorni faremo circolare e che vi chiediamo di aiutarci a diffondere. Per vincere questa sfida elettorale ci sarà bisogno di un grande impegno. La nostra richiesta è votare tutti e 13 i candidati della nostra lista perché solo con un numero sufficiente di delegati potremo contare nella prossima consiliatura.
