Casagit, la manovra migliora i conti ma l’attenzione resta alta. Apertura sull’equita’ per i contributi dei familiari

di Raffaella Ammirati Cda Casagit, Adnkronos Salute

Ancora sofferenti ma decisamente meno allarmanti i conti di Casagit alla luce dei dati del primo anno di applicazione della manovra, in vigore dal 2025. Un giro di vite intervenuto principalmente: – sulle analisi cliniche e sui farmaci per i quali oggi è previsto solo il rimborso del ticket e null’altro; – sul contributo dei familiari dove si è scelto il contestatissimo criterio delle quote per fasce di età, decisamente poco eque; – sulle visite specialistiche per le quali è stata prevista una franchigia del 15% insieme però alla possibilità’ di rimborso per intero delle parcelle (non più con il limite di 80 euro) ma con un tetto annuo di 800 euro per ciascun iscritto.

Tutto questo si è tradotto, nel Bilancio 2025 votato il 16 giugno dall’assemblea a Roma, in un saldo che, pur mantenendo il segno meno, fa intravedere spiragli di ‘tranquillità’ per il futuro della cassa. Il Bilancio 2025 si chiude infatti con un passivo di 897mila euro rispetto agli oltre 5 milioni 650mila euro del 2024. Conti che si inseriscono in un contesto problematico per la categoria che non cambia: un’emorragia di articoli 1; un aumento dell’età’ media dei soci – 64 anni! – con tutto ciò che significa in termini di richieste di prestazioni; un servizio sanitario sempre più ‘affaticato’ che offre sempre meno, facendo aumentare il ricorso dei soci alla cassa.

Nel dettaglio del Bilancio i dati indicano che i risultati di riduzione del deficit derivano in particolare dalla rimodulazione della contribuzione dei familiari, che ha prodotto maggiori introiti per 1.853.000 euro, rispetto al 2024. In crescita il contributo dei pensionati passato dai 20.817.000 euro del 2024 ai 21.529.000 euro del 2025. Nello stesso periodo è invece diminuito da 38.172.000 euro a 37.511.000 euro il contributo versato dai giornalisti contrattualizzati, a conferma della contrazione del numero di giornalisti attivi.

   Per le visite specialistiche la rimodulazione prevista in manovra ha fatto crescere i costi, per una spesa in eccesso di 470mila euro. Ed è questo un ambito, a giudizio unanime, che avrà bisogno di una riflessione supplementare. Ancora qualche numero in tema: in base alla rilevazione fatta ad aprile 2026, su un totale complessivo di circa 50.000 assistiti, hanno superato il tetto degli 800 euro annui previsti per le visite 279 iscritti; sono arrivati al tetto 1.338 assistiti; sono rimasti al di sotto 27.699. Per i farmaci, che sono uno dei punti più dolenti della manovra – al centro di tante sollecitazioni dei soci e di interventi al’asssemblea dei delegati- l’effetto sul bilancio consuntivo è di 1.900.000 euro di riduzione di spesa.

    In generale l’impatto complessivo della manovra è di 5.198.990 euro di minori uscite nel bilancio consuntivo Casagit 2025. Per il 2026, invece, le stime previsionali dimezzano i vantaggi in Bilancio, e a pesare è soprattutto il trend di riduzione dei contributi contrattuali insieme alll’aumento di spesa per alcune prestazioni come ricoveri ed odontoiatria. Questi dunque i numeri.

Sulla manovra in generale, poi, va registrata l’apertura – emersa in assemblea ma anche in questi mesi di lavoro del Cda – alle istanze della minoranza, e di Infofuturo, in particolare sulla revisione della contribuzione dei familiari in termini di equità (a cui ha fatto appello anche la segretaria Fnsi Alessandra Costante nel suo intervento). L’indicazione del presidente Gianfranco Giuliani — “La manovra non è scritta sulla pietra ma mettere in sicurezza la cassa è un dovere”- è quella di ragionare sul tema e intervenire una volta consolidati i dati della manovra stessa, in maniera strutturale.

E questo è un punto su cui si può concretamente organizzare una risposta per tempo. In questi mesi di nuova consiliatura, del resto, abbiamo messo a segno un’incoraggiante vittoria che possiamo definire ‘di componente’(visto che è nella chat di Infofuturo che è stato inizialmente evidenziato è discusso il problema). Mi riferisco alla possibilità da parte dei soci titolari di iscrizione dei propri nipoti di cui in Cda ho chiesto e ottenuto la cancellazione. L’opzione era stata introdotta nel 2021 e, alla fine, i nipoti iscritti nel 2026 erano 164. Piccoli numeri dunque — seppure potenzialmente molto ‘espandibili’ considerata l’età media dei soci – piccoli anche sul piano del risparmio ottenuto. Ma rispetto ad un orientamento all’equita’ e all’ottimizzazione delle risorse credo simbolicamente importante.

Infine informazioni di servizio: tra le novità presentate all’assemblea il nuovo motore di ricerca per il ‘Nomenclatore tariffario’, che dovrebbe semplificare la consultazione, si trova nell’area riservata, sotto il menu rimborsi. Cresce l’attenzione, inoltre, sulle iniziative di prevenzione, e in autunno ci sarà un importante evento in tema a Roma che sarà presentato nelle prossime settimane.

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