In piazza con ODG per ottenere tabelle e pareri di congruità
Di Antonio Moscatello portavoce Infofuturo
Informazione@futuro aderisce alla manifestazione del 9 aprile per l’equo compenso, una battaglia non più rinviabile di giustizia, dignità e sopravvivenza professionale per migliaia di giornalisti autonomi, freelance e precari.
Da troppo tempo la questione dell’equo compenso viene trascinata senza una soluzione concreta, mentre a una parte crescente della categoria continuano a essere riconosciute retribuzioni offensive della dignità del lavoro giornalistico e del tutto sproporzionate rispetto all’impegno, al tempo, alle competenze e alle responsabilità richieste. Non siamo di fronte a una stortura marginale, ma a una condizione strutturale di sfruttamento che colpisce soprattutto i colleghi più fragili, più ricattabili e più soli.
Il governo, al suo livello più alto, si era impegnato pubblicamente a licenziare le tabelle necessarie a dare finalmente attuazione all’equo compenso. Quell’impegno, però, a oggi non è stato rispettato. Questo ritardo è grave e inaccettabile, perché prolunga una situazione nella quale migliaia di giornalisti continuano a lavorare senza un riferimento certo e senza una tutela effettiva.
Per questo la mobilitazione del 9 aprile è necessaria e va sostenuta con forza. Ma, accanto alla richiesta di varare subito le tabelle promesse, riteniamo necessario rivolgere anche una sollecitazione chiara all’Ordine dei giornalisti: si utilizzino, laddove possibile, tutti gli strumenti già disponibili per sostenere concretamente i colleghi nelle loro vertenze. In questo quadro, i pareri di congruità possono rappresentare un supporto importante, soprattutto per chi appartiene alle fasce più deboli della categoria e ha bisogno di un sostegno autorevole nei contenziosi con editori e committenti.
La battaglia per l’equo compenso non può restare soltanto una vertenza di principio o una promessa rinviata. Deve tradursi subito in atti concreti, sia con l’approvazione delle tabelle sia con l’attivazione di ogni tutela possibile per chi oggi subisce compensi indecenti.