Patto spartitorio sull’Ordine. Esclusa dalle cariche Riforma e dignità

È stato disatteso l’esito del voto dei giornalisti nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale dell’Ordine. I tre eletti della Lista civica Riforma & Dignità, la più votata dai professionisti del Lazio, sono stati esclusi dalle cariche del nuovo Consiglio regionale, appena insediatosi.

La ragione? Un patto di ferro tra la lista della maggioranza uscente sostenuta da Controcorrente e gli eletti dei pubblicisti della lista Gino Falleri 2.0. Un patto spartitorio ha visto convergere i 3 eletti di Controcorrente con i 3 pubblicisti, i quali si sono accaparrati tutte le cariche.

Carlo Picozza, malgrado sia il giornalista che ha ottenuto il maggior numero di preferenze nel Lazio, 738,  contro le 636 (102 in più) del capolista di Concorrente, Guido D’Ubaldo, non è stato eletto presidente del Consiglio regionale, al contrario dell’indicazione data dagli elettori, che hanno invece premiato proprio la lista guidata da Picozza.
I tre eletti di Riforma & Dignità (Carlo Picozza, Gianni Dragoni, Pietro Suber) hanno ottenuto complessivamente il 52% delle preferenze tra i sei professionisti eletti.

Di più: la loro lista ha eletto entrambe le revisore dei conti dei professionisti e, per il Consiglio nazionale, 4 consiglieri sui 7 spettanti al Lazio. Eppure tutte le cariche nel Consiglio regionale sono andati ai rappresentanti di Controcorrente.
Così l’Ordine continuerà a essere guidato da rappresentanti della stessa maggioranza sindacale che ha gestito l’Inpgi 1 fino al collasso.
Nella prima riunione del Consiglio, svoltasi questa mattina in piazza della Torretta, D’Ubaldo è stato nominato presidente con sei voti (tre di Controcorrente e tre dei pubblicisti gruppo Gino Falleri), contro i tre di Picozza. Esito in fotocopia per le altre votazioni. Maria Lepri è stata confermata segretaria, con sei voti contro i tre di Pietro Suber. Marco Conti è stato confermato tesoriere, con sei voti contro i tre di Gianni Dragoni. Alla carica di vicepresidente, riservata ai pubblicisti, è stato nominato Roberto Rossi, con sei voti;  astenuti i tre consiglieri di Riforma & Dignità che avevano preannunciato la “desistenza”, non avendo propri pubblicisti.
Nella seduta Picozza e gli altri consiglieri di Riforma & Dignità avevano sollecitato e aperto un confronto sui programmi e chiesto un voto di rispetto “istituzionale” verso il responso delle urne, attraverso la nomina a presidente di Picozza, in quanto il più votato dai colleghi elettori. 

I rappresentanti di Controcorrente hanno risposto che c’era già un accordo con i pubblicisti, rivelatosi subito un patto spartitorio. Così non resta, come preannunciato in Consiglio, che esercitare un ruolo di opposizione, vigile e ferma, nell’interesse della categoria, tenendo fede a un programma che ha come obiettivi la solidarietà, la trasparenza degli atti e il recupero di capacità nell’affrontare i nodi di una professione profondamente mutata in questi anni, la riforma dell’accesso e degli esami di Stato, la sburocratizzazione dell’Ordine, la tutela dei colleghi più deboli, giovani, inoccupati, precari e freelance.
 
Carlo Picozza, Gianni Dragoni, Pietro Suber

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