Ordine, D’Ubaldo-pubblicisti maggioranza pigliatutto

di Carlo Picozza, Gianni Dragoni, Pietro Suber

All’Ordine dei giornalisti del Lazio prosegue la spartizione di poltrone all’interno della maggioranza, composta da tre professionisti di Controcorrente e da tre pubblicisti della lista Gino Falleri 2.0. Il Consiglio regionale presieduto da Guido D’Ubaldo nella seduta dell’11 luglio ha proceduto a colpi di maggioranza alla nomina del nuovo tesoriere e all’attribuzione di alcuni incarichi. Questo in profondo disaccordo con i tre eletti di Riforma & Dignità (Carlo Picozza, Gianni Dragoni, Pietro Suber), che pur essendo i più votati dai professionisti del Lazio _ 52% delle preferenze _ restano esclusi dalla gestione per il patto di ferro tra Controcorrente e pubblicisti. Ricordiamo che Picozza è stato il professionista più votato, 738 voti. D’Ubaldo ha avuto 102 voti in meno, ma fa il presidente.

La maggioranza consiliare ha dovuto rivedere le deleghe assegnate all’insediamento del Consiglio perché uno dei suoi, Marco Conti, ha dato le dimissioni da tesoriere, dopo aver assunto un nuovo impegno professionale all’ufficio stampa della presidenza della Repubblica. Conti però rimane in consiglio, senza deleghe operative. Facciamo notare che se Conti lasciasse il Consiglio subentrerebbe un rappresentante di Riforma & Dignità, Roberto Monteforte, il quale ha avuto dagli elettori gli stessi voti della segretaria dell’Ordine, Maria Lepri di Controcorrente, ma è stato escluso perché il regolamento dà la precedenza a chi ha più anzianità di iscrizione.

Il presidente D’Ubaldo aveva proposto di affidare a due consiglieri di Riforma & Dignità la delega di tesoriere e l’incarico per la Formazione, prospettando “larghe intese” per la gestione dell’Ordine che, come si è poi visto, era soprattutto un tentativo di inglobare i nostri consiglieri nelle logiche spartitorie della maggioranza.

In una trattativa durata diverse settimane per la necessità di chiarire i rispettivi ruoli, noi consiglieri di Riforma & Dignità, respingendo il progetto di far parte di “larghe intese” perché già nei mesi scorsi abbiamo dovuto opporci (con successo) al tentativo della maggioranza di attribuire incarichi a candidati imbarazzanti, abbiamo fatto presente come la proposta di affidarci degli incarichi derivasse da una situazione di necessità della maggioranza, per le dimissioni forzate di Conti.

Abbiamo messo per iscritto la nostra posizione in una lettera inviata a D’Ubaldo l’8 luglio in cui chiedevamo, per poter accettare, un cambio di passo nella gestione dell’Ordine, che vorremmo più trasparente e attento alle esigenze di tutti i colleghi, ai problemi della formazione e dell’informazione nella realtà della professione, a tutela della solidarietà e della dignità dei giornalisti. Per questo abbiamo anche chiesto l’istituzione di una delega ai rapporti sindacali, ritenendo poco sensibile il ruolo dell’Ordine nelle partite dell’informazione.

Ecco la nostra lettera.

“Noi consiglieri appartenenti alla lista Riforma & Dignità, in riferimento alla proposta della maggioranza consiliare dell’Ordine dei giornalisti del Lazio di affidarci la responsabilità sia della Tesoreria sia della delega alla Formazione, osserviamo che questa attribuzione di responsabilità implica un deciso cambiamento nella qualità dei rapporti tra le diverse componenti del Consiglio, pur nel rispetto della diversità e dell’autonomia di ognuno.

E’ un caso che questo mutamento avvenga solo dopo le dimissioni del tesoriere della maggioranza (perché chiamato ad un alto incarico professionale)? E’ solo una coincidenza che la richiesta di una nostra compartecipazione alla gestione dell’Ordine avvenga dopo un oggettivo indebolimento della maggioranza in Consiglio?

Se così non fosse chiediamo alla presidenza di chiarire, in una dichiarazione pubblica rivolta ai colleghi, le motivazioni di tali scelte che, per la prima volta, puntano a un nostro coinvolgimento e che comunque richiedono un cambio di passo sostanziale nell’attività dell’Ordine sempre più al servizio dei colleghi.

Ci aspettiamo che tali proposte vengano motivate con un riconoscimento di competenze e responsabilità dei colleghi indicati.

Chiediamo inoltre l’istituzione di una delega ai rapporti sindacali che, nelle rispettive autonomie, veda l’Ordine, la Fnsi e l’Asr concorrere – ognuno per la propria parte – al sostegno dell’autonomia della categoria e alla tutela della dignità dei colleghi.” (Gianni Dragoni, Carlo Picozza, Pietro Suber)

Nella seduta dell’11 luglio il presidente D’Ubaldo ha detto che la lettera “è inaccettabile”, affermando che la maggioranza non deve fare autocritica né ammettere di aver fatto errori, ha negato che ci sia un indebolimento della maggioranza (“anche se ci sono state delle manovre la scorsa settimana poco piacevoli”, ha ammesso) e ha escluso la possibilità di affidare una delega ai rapportisindacali perché a Roma ci sono già Fnsi e Associazione Stampa Romana. D’Ubaldo si è presentato con un accordo ferreo con i pubblicisti. Su sua proposta, il Consiglio ha eletto tesoriere la pubblicista Manuela Biancospino, con i sei voti della maggioranza (compreso il suo, evidentemente).

Il Consiglio ha quindi attribuito altri incarichi, a maggioranza, tra cui quello alla Formazione che il presidente ha tenuto per sé “in via provvisoria”. D’Ubaldo quindi va avanti a colpi di maggioranza grazie al patto di ferro con i pubblicisti, noncurante

della maggioranza dei professionisti che ha votato per la lista Riforma & Dignità. Noi, constatando l’inaffidabilità della proposta di collaborazione della maggioranza, interessata più alle poltrone che ad una migliore gestione dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, continueremo con la massima determinazione a batterci per la trasparenza (alcuni risultati li abbiamo già ottenuti, ma c’è ancora molta strada da fare) e perché l’Ordine si occupi di più e meglio dei problemi della categoria.

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