Congresso Fnsi: capodelegazione Stampa Romana votato dalla minoranza, non lo riconosceremo

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Lo scorso 24 gennaio i delegati di Stampa romana al congresso nazionale Fnsi hanno eletto, ma con riserva e con un solo voto di differenza, il capodelegazione oltre che il loro rappresentante all’ufficio di presidenza del prossimo congresso Fnsi. La componente di Controcorrente non ha accettato di seguire la prassi e di affidare al segretario uscente l’Associazione regionale Lazzaro Pappagallo – che era anche il delegato più votato al congresso Fnsi – il compito di guidare la delegazione. C’era da aspettarselo vista la violenta campagna personale contro di lui. Non sentendosi da lui rappresentati i colleghi di Controcorrente hanno votato ed eletto per un voto Alessandra Mancuso a capo della delegazione. Ma è stata una votazione con riserva. Perché come sottolineato e fatto verbalizzare al momento del voto dalla collega Maria Grazia Mazzola, il corrispondente di Repubblica dalla Turchia Marco Ansaldo e la collega Vanna Palumbo dell’ufficio stampa della Cgil impegnata a Bari al congresso nazionale – entrambi eletti nelle liste di informazione@futuro – avevano fatto presente che non sarebbero potuti essere fisicamente presenti alla riunione del 24 gennaio, ma che intendevano esercitare il loro diritto/dovere e votare. Le risposte sono state contraddittorie. Prima che gli “assenti “non avrebbero potuto votare. Poi, che non si sarebbe potuto delegare il voto ad altri, ma che i delegati impossibilitati ad essere presenti per ragioni di servizio avrebbe potuto votare per email o sms. Il giorno prima la riunione del 24 gennaio una nota del direttore Giancarlo Tartaglia comunicava che sarebbero stati considerati solo i voti dei delegati fisicamente presenti alle votazioni e questo per ragioni di tutela della riservatezza del voto. Questo quando per l’elezione dei delegati al Congresso Fnsi si è fatto ricorso al voto elettronico.

E’ evidente che con il conteggio di quei due voti il risultato sarebbe diverso. I due colleghi, anche per la responsabilità assunta verso chi li ha eletti delegati, hanno votato in modo riservato per pec e hanno chiesto formalmente che i loro voti fossero conteggiati.

Ad oggi non hanno avuto alcuna risposta né indicazione dalla Fnsi. Ma una risposta va data, visto che sarebbe posto in discussione un basilare esercizio di democrazia, tanto più che all’ultimo Congresso statutario era stata approvata da tutte le componenti sindacali una raccomandazione che impegnava la Fnsi a dotarsi degli strumenti digitali necessari per favorire la massima partecipazione democratica dei colleghi. Nulla è stato fatto dagli organi della Fnsi per dare attuazione a questa indicazione. Ora pare che le richieste dei due colleghi siano all’attenzione del presidente della Fnsi, Beppe Giulietti, in quanto garante del rispetto delle regole democratiche della Federazione.

E’ evidente che una soluzione va data prima dell’apertura del Congresso di Levico Terme. Anche perché in questa situazione, senza garanzie precise, non riconosceremo il capo delegazione da un capodelegazione votato dalla minoranza degli aventi diritto. Lo dobbiamo ai colleghi che ci hanno votato. La situazione è difficile. Ci appelliamo al senso di responsabilità di tutti e invitiamo i colleghi a seguire con attenzione i lavori del Congresso di Levico Terme.

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