Odg: Il Ministero approva il regolamento. Il voto elettronico è una certezza. Una bella giornata per i colleghi

di Roberto Monteforte 

 

 

 

 

 

La notizia è ufficiale. Il voto elettronico ci sarà. Tutti i colleghi potranno votare da remoto per il rinnovo del Consiglio Nazionale e quelli regionali dell’Ordine dei giornalisti. Il ministero della Giustizia ha approvato il regolamento predisposto dal Consiglio nazionale e dalla sua commissione giuridica allargata.

Ne ha dato notizia con giusta soddisfazione il presidente Carlo Verna ringraziando non solo il ministero di via Arenula ma anche gli uffici dell’Ordine nazionale e i colleghi consiglieri che con grande rapidità sono riusciti ad approvare il regolamento. Quando sarà possibile votare? Bisognerà attendere l’esito della gara d’appalto per la piattaforma elettronica con cui si voterà e decidere come sarà predisposto il voto per i consigli regionali. Quindi è possibile che espletate tutte le formalità e gli adempimenti per introdurre il voto elettronico da metà marzo tutti i colleghi, liberati dai rischi della pandemia, possano esercitare in tranquillità il loro voto.

Ringraziamo il presidente dell’Ordine nazionale Carlo Verna per la tenacia e la determinazione con le quali ha portato a casa questo risultato e tutti coloro che a questo hanno collaborato. Vi è ancora da lavorare, ma la strada è stata aperta ed è questo quello che conta. Al di là delle polemiche ingiuste e pretestuose sui rinvii del voto in tempi di Covid presentati come “volontà di sospendere la democrazia per logiche di potere”, quello al contrario che la realtà dimostra è che si è lavorato per favorire “in sicurezza” la massima partecipazione democratica dei colleghi alla vita dell’Ordine. Nell’interesse di tutti.

Ce lo auguriamo perché servirà forza e determinazione per far varare al più presto dal Parlamento e dal Governo una riforma dell’Ordine che definisca nuove regole per l’accesso, consentendo l’allargamento della professione a chi già oggi produce informazione, ma è ancora fuori dall’Ordine. Se ne parla da anni. Ora lo impongono i mutamenti imposti dall’era digitale, non solo l’esigenza di allargare ai “comunicatori” la platea degli iscritti all’Inpgi.

Sono necessarie tutele più efficaci per contrastare il precariato e il lavoro nero e un adeguamento dei codici deontologici per garantire il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati. Ma va difesa anche con determinazione l’autonomia e l’autorevolezza dei giornalisti da tutte le forme di condizionamento che non siano la responsabilità per un’informazione verificata e corretta. Vanno adeguati i consigli di disciplina, organo di giustizia interna, che devono agire con competenza, trasparenza e rigore.

Il lavoro non manca per il Consiglio nazionale che verrà e per i nuovi consigli regionali dell’Ordine. C’è da recuperare la fiducia dei colleghi e il loro sostegno, senza demagogia o autorefenzialità, con senso di responsabilità e capacità di ascolto.

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