Perché ci siamo

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Perché nasce un nuovo spazio di confronto sulla condizione di chi fa informazione nelle redazioni e fuori? La domanda è legittima. La risposta è semplice e immediata. E’ necessario un luogo di confronto aperto per dare voce a quanto accade dove le notizie si producono. Per scambiare esperienze, avanzare proposte e denunciare, quando serve, atti lesivi dell’autonomia e della dignità dei colleghi. Perché è sempre più utile fare rete tanto delle esperienze positive quanto dei processi degenerativi che minacciano l’autonomia, la qualità e la dignità del nostro lavoro che – non dimentichiamolo mai – è al servizio dei cittadini e del diritto e dovere di informare. Per agire per tempo affrontando la sfida dell’era digitale e delle fake news e contrastare l’irresponsabile spinta alla precarizzazione del nostro lavoro mossa dagli editori e dallo stesso governo.

Ma solo la coesione, la partecipazione, lo scambio di esperienze ci potrà consentire di essere un sindacato attrezzato, moderno, in grado di prevedere i processi, di misurarsi con le trasformazioni tecnologiche, di difendere qualità, professionalità e diritti.

E’ la sfida con la quale abbiamo dato vita negli anni scorsi al movimento sindacale di giornalisti informazione@futuro ed è la linea seguita dalla segreteria di Lazzaro Pappagallo all’Associazione Stampa Romana. Le parole d’ordine sono chiare: praticare l’inclusione e la lotta alla precarietà,la solidarietà e la difesa della dignità del lavoro; puntare alla trasparenza e quindi favorire la massima partecipazione democratica e consapevole dei colleghi alle scelte che riguardano la categoria; diffondere i saperi e le competenze per dare maggiore forza contrattuale al singolo collega e maggiori strumenti al sindacato che lo deve tutelare; sostenere – anche criticamente – l’azione del sindacato e degli altri istituti di categoria chiedendo confronto vero nella chiarezza delle responsabilità. Agire in rete con le altre realtà istituzionali, culturali e sindacali che hanno a cuore le battaglie di civiltà e democratiche.

Tutto questo avendo ben presente quanto oggi sia frastagliata la nostra realtà, quanto siano diversi i luoghi dove si produce informazione dalle redazioni tradizionali a chi opera sul web o negli uffici stampa e articolata la condizione dei colleghi tra contrattualizzati, collaboratori, free lance, precari e disoccupati, senza dimenticare chi è stato “espulso” dalle redazioni dagli stati di crisi. E’ il frutto negativo della “modernità senza progetto”, di un’innovazione tecnologica più subita che governata dagli editori che da anni puntano a tagliare costi e posti di lavoro, “precarizzando” – lo sottolineiamo – anche chi è in redazione, piuttosto che a lanciare nuovi prodotti.

I tanti stati di crisi vissuti dalle redazione hanno fatto emergere queste criticità. E’ importante farne un patrimonio condiviso. Sono i terreni che vede impegnata l’Associazione Stampa Romana diretta dai colleghi espressione di Informazione@futuro con risultati, analisi e proposte importanti nate in particolare dal lavoro di approfondimento delle “macroaree”, ma non sempre adeguatamente conosciuti e considerati. Riteniamo utile socializzarli e arricchirli per sviluppare nuove e più mirate iniziative nella convinzione che la comunicazione tra sindacato e colleghi dentro e fuori le redazioni sia essenziale. E che lo sia ancora più nella fase che viviamo con il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, l’importante e positiva sinergia tra gli enti di categoria e l’attività concreta della Fnsi e delle Associazioni territoriali impegnate in tante vertenze e stati di crisi a sostegno e a tutela dei colleghi e nella più generale e continua battaglia democratica per la libertà di informazione e della sua autonomia dai condizionamenti dei poteri forti e dalle minacce di quelli criminali, sviluppata in un rapporto con la società civile, con le istituzioni, con il governo ed il Parlamento.

Ma ci diamo anche un altro obiettivo. Solo apparentemente minore: dare voce e attenzione alla realtà concreta che si vive nelle redazioni e nei luoghi di lavoro con i comitati di redazione alle prese con direttori e controparti aziendali; con i colleghi che non trovano soddisfazione alle loro esigenze di tutela ed i tanti, troppi, “collaboratori” che vivono nella precarietà.

Mettiamo in campo uno strumento in più per il confronto nella categoria, per dare voce a chi non ha voce, aperto al contributo di tutti. Lo riteniamo un dovere per un sindacato di servizio. Da costruire insieme.

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