Elezioni Stampa Romana, ecco il Programma e i candidati di Informazione@Futuro

pappagallo

Siamo ancora immersi in una crisi storica dell’intero settore dell’informazione. Un periodo segnato da un attacco al ruolo e alla funzione dei corpi intermedi che non ha risparmiato il giornalismo e il sindacato dei giornalisti e dal preoccupante tentativo di sostituire l’informazione con la comunicazione diretta dei centri di potere politico ed economici.

Viviamo da anni una riduzione del numero di testate tradizionali in attività, subiamo una offensiva continua degli editori sui diritti e sulle retribuzioni, tra contestazione di istituti contrattuali e contrazione degli integrativi, assistiamo a una contrazione del mercato del lavoro, dei salari reali dei dipendenti e dei redditi da lavoro autonomo giornalistico. Anche le regole generali del mercato del lavoro, vedi l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, hanno messo in difficoltà il nostro fronte, creando al nostro interno colleghi di serie A e colleghi di serie B sul piano dei diritti con conseguenze inevitabili sulla libertà dei giornalisti e sulla difesa da ricatti e pressioni.

Siamo però anche al centro di una grande trasformazione produttiva, tecnologica e degli assetti proprietari dell’informazione, i cui esiti vanno studiati e governati, non subiti, e che impone un rinnovamento radicale del bagaglio di competenze professionali delle colleghe e dei colleghi.

Solo il dna della nostra professione resta stabile: trovare notizie, magari scomode per i poteri di ogni latitudine, verificarle e pubblicarle. Restiamo nell’informazione i titolari della mediazione professionale, minacciata da editori aggressivi e da spinte, anche politiche, all’eliminazione di questa figura di controllo e verifica del dibattito pubblico. Cambiano invece velocemente i mezzi di produzione e distribuzione delle notizie.

Per questo abbiamo proposto forme di resistenza e rilancio che ci permettessero di mantenere saldi alcuni principi fondanti per un sindacato che si rispetti.

Innanzi tutto abbiamo offerto assistenza ai colleghi in difficoltà dentro e fuori le redazioni per le ristrutturazioni, le chiusure aziendali, le vere e proprie “fughe” di alcuni grandi gruppi da Roma come Sky; abbiamo assistito i comitati di redazione nella gestione degli stati di crisi sul piano sindacale e legale per evitare gli abusi delle aziende; abbiamo sostenuto la lotta dei colleghi delle agenzie di stampa, che si sono opposti, con una mobilitazione unitaria senza precedenti di tutto il comparto, alle scelte dannose e alla gestione confusa del riordino da parte degli ultimi governi; abbiamo costruito percorsi condivisi sulla difesa e sull’innovazione del contratto nazionale di lavoro e avanzato proposte per mettere in sicurezza i nostri enti previdenziali in crisi (il rosso dell’ultimo bilancio Inpgi appena approvato da 180 milioni si commenta da solo); abbiamo lavorato per rafforzare la presenza del sindacato nei territori anche fuori Roma; abbiamo potenziato le consulenze fiscali e per le start up, illustrato le opportunità legate a bandi regionali ed europei, arricchito i servizi legali e la difesa dei cronisti minacciati in collaborazione con la Fnsi e con Ossigeno per l’Informazione; abbiamo portato il nostro contributo alle iniziative pubbliche unitarie, in piazza e nei tribunali, a difesa della libertà di informazione, promosse dal sindacato e dalle realtà della società civile e della nostra categoria, costruendo un rapporto positivo e importante con i magistrati; abbiamo aperto la nostra associazione al confronto con i sindacati delle altre categorie dei lavoratori dell’informazione, con la politica, con tutte le istituzioni, nazionali e locali, con il mondo della ricerca, dell’innovazione e con il sistema delle imprese.

Abbiamo compiuto investimenti importanti, per numeri e qualità, nella formazione professionale individuale, unico strumento di approdo nella nuova dimensione digitale del nostro mestiere. Abbiamo tracciato un modo innovativo di intendere la rappresentanza, coinvolgendo i colleghi e i comitati di redazione nella elaborazione di una proposta di legge di sistema per le agenzie, nella battaglia per una web tax sui grandi operatori della rete, i cosiddetti over the top, a tutela del copyright e per la trasparenza e negoziazione degli algoritmi fino alla iniziativa in Campidoglio per avere un contratto di lavoro da sottoscrivere tra FNSI e Aran per gli uffici stampa che lavorano per la Pubblica Amministrazione e per definire compiutamente la figura del giornalista pubblico. Siamo diventati per la prima volta il sindacato di riferimento dei colleghi che operano negli uffici stampa. A tutte le denunce di non applicazione della 150/2000 per l’informazione nella pubblica amministrazione è stato dato puntualmente seguito. Abbiamo presentato esposti all’Ispettorato della Funzione Pubblica mettendo in mora le amministrazioni non in regola.

Stiamo presentando ricorsi alla magistratura amministrativa per chiedere il rispetto della legge sull’equo compenso e ottenere per i lavoratori autonomi paghe in linea con l’articolo 36 della Costituzione e le pronunce sul tema di TAR e Consiglio di Stato. La dignità dei colleghi va garantita anche abolendo i Cococo per legge o espellendoli dal contratto e prevedendo percorsi di inclusione all’interno degli articoli 1 e 2 del contratto. Intendiamo pure dare rilievo federale alla nostra proposta sullo statuto del lavoro autonomo.

Abbiamo gestito conti e risorse dell’Associazione in modo estremamente rigoroso, facendo sacrifici a difesa di un bene comune che appartiene a tutti i colleghi e tutte le colleghe. Avere i conti in ordine – finalmente il bilancio è attivo per 21mila euro – significa dare stabilità e sicurezza al futuro di Stampa Romana e ai suoi dipendenti.

Nelle condizioni date di risorse abbiamo fatto recentemente un investimento sulla struttura, realizzando nella nostra sala riunioni, rinnovata nelle dotazioni (tecnologiche e non), uno spazio di lavoro tarato per le necessità professionali di tutti, freelance e giovani in testa, mettendolo a disposizione anche di chi non è iscritto al sindacato.

Abbiamo gestito l’Associazione rimanendo fedeli all’ispirazione democratica, cercando di coinvolgere tutti i colleghi, non solo attraverso gli organi statutari ma creando macroaree tematiche per un confronto più libero e aperto sui grandi temi che ci riguardano. La democrazia sindacale e’ stata praticata con politiche di inclusione e coinvolgimento dei colleghi, riconoscendo ad esempio la rappresentanza dei collaboratori nei cdr e indicando nel referendum sul contratto e in strumenti di democrazia diretta, non ancora recepiti dalla FNSI, una chiave per riattivare il confronto con la base. Siamo convinti che serva più innovazione, partecipazione democratica e inclusione nella vita sindacale.

Pur con una dialettica molto serrata con le altre componenti sindacali, quasi tutti i documenti sono stati approvati in Direttivo a larghissima maggioranza. Quando ci si confronta sui temi concreti, quando si lavora nell’interesse delle colleghe e dei colleghi, le divisioni possono e devono essere portate a sintesi unitaria.

Ora si apre lo spazio delle elezioni per consentire ai colleghi di fare le loro scelte per i prossimi quattro anni.

Lo facciamo avendo chiaro l’orizzonte che possiamo tracciare insieme:

difesa incondizionata dell’articolo 21 della Costituzione, bussola per il pluralismo, garanzia del ruolo professionale dei giornalisti di informare e dei cittadini di essere informati;

un nuovo patto produttivo per il giornalismo e la comunicazione digitale che esalti il ruolo delle agenzie primarie, infrastruttura di interesse pubblico della nostra professione, fornisca centralità produttiva, libertà editoriale e innovazione di sistema con una presenza forte sul web alla grande emittenza pubblica e privata, accompagni i grandi quotidiani nella trasformazione digitale, arricchisca il pluralismo e le voci delle comunità locali, sfruttando le potenzialità della rete, pluralismo messo a rischio dall’azzeramento del finanziamento pubblico all’editoria;

l’abolizione del lavoro parasubordinato per legge o per contratto e la fissazione, finalmente, di compensi equi e dignitosi per chi è senza contratto;

l’uso all’interno dell’Associazione delle migliori professionalità per “accompagnare” i colleghi nel mondo del lavoro digitale, spezzando il muro della solitudine e la paura dell’ignoto;

una grande apertura ai giovani, autentico investimento per il nostro futuro: se ci arrendiamo alla sfiducia nei confronti del sindacato in quanto tale, così diffusa proprio fra le generazioni approdate più di recente alla professione, non possiamo immaginare di costruire il sindacato di domani;

rapporti più strutturati con le redazioni, proponendo di incontrarle con i cdr in assemblea due volte l’anno. Due anni fa abbiamo organizzato la prima assemblea degli iscritti a distanza di 20 anni dall’ultima. La rifaremo a metà del prossimo mandato. Continueremo a svolgere assemblee ogni due mesi degli iscritti nelle province. Garantiremo la salubrità e la sicurezza dei luoghi di lavoro e sosterremo l’applicazione delle norme sul whisteblowing;

Queste linee segnano per noi le necessità ed esprimono la forza di una grande area metropolitana come quella romana da rappresentare nell’articolazione della Federazione Nazionale della Stampa. Serve una FNSI meno burocratica, più aperta alle sfide e al riconoscimento delle dinamiche del lavoro, più disposta all’ascolto e al confronto con tutti i colleghi.

Per far questo nella nostra squadra abbiamo scelto colleghi che fanno di una forte identità professionale il loro percorso, della voglia di non arrendersi a una crisi inesorabile la stella polare, della voglia di non considerare come un lusso il giornalismo professionale il terreno comune di gioco.

Rappresentano una articolazione di pensiero libero e plurale in cui riconosciamo tutte le migliori culture espresse dal giornalismo, ancorate a una pratica e un’etica della passione civile e sociale.

Sulla base di questi valori e di un nuovo protagonismo che il sindacato deve riconquistare e grazie ai giornalisti che hanno scelto di candidarsi per sostenere le ragioni di Informazione@futuro chiederemo il vostro voto per l’Associazione Stampa Romana e per le delegazione di ASR per la Federazione Nazionale della Stampa.

ALLEGATI

 

Le regole per votare

I nostri candidati

Il programma elettorale in 14 punti

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.