Cambiare per non morire: dalle sfilate di Parigi al personal shopper

di Eleonora Attolico

 

Sbarcare il lunario da giornalista freelance. Missione impossibile ? L’unica strada per riuscirci è la diversificazione. Non puntare tutto sulla vita da cronista ma usare il proprio talento anche per fare business.

Ecco qualche consiglio.

Prima cosa avere in testa i propri punti di forza. Mettere a fuoco le materie nelle quali si è più ferrati. Quindi aggiungere attività attinenti. Pensare al ghost writing proponendosi alle case editrici. Fare i Cyrano…. Oppure, più semplicemente, scrivere testi per dei privati che devono rifare il loro sito internet o aggiungere contenuti: architetti, designer, centri benessere, hotel ecc.. Farsi pagare il giusto ( non andare sotto agli 80 euro a cartella). Chi è bravo a fare i video non ha bisogno di consigli perché può proporsi come cameraman per vernissage, eventi culturali, addii al celibato, matrimoni ecc…

In breve ecco la mia storia. Conosco le lingue e questo mi ha aiutato. Da giovanissima avevo lavorato a Parigi per un anno a Vogue edizione francese (ho continuato a scrivere anche sull’edizione italiana fino alla scomparsa di Franca Sozzani). Ho soprattutto collaborato per venti anni con l’Espresso prima da New York poi in Italia, coprendo varie argomenti tra cui le sfilate di moda a Milano e Parigi. Le cose sono cambiate improvvisamente con le dimissioni di Bruno Manfellotto da Direttore nell’ottobre del 2014.

La moda sul settimanale aveva perso ogni appeal.

Fine della storia.

A quel punto che fare? In realtà avevo sentito i nuvoloni addensarsi già da qualche mese e ho ideato nel 2013 una start-up che, grazie alla trovata della mia grafica Valeria Ghion, abbiamo chiamato www.grandtourshopping.com . L’idea è una sola: far conoscere il Made in Italy agli stranieri attraverso tour di shopping. Non necessariamente roba costosa. Per esempio, al posto di far comprare al cliente un magnete da frigorifero o una statuetta del Colosseo ( tipo quella finita sui denti di Berlusconi ma, nel suo caso, era il Duomo di Milano) mettergli in mano le calze a righe Gallo ( sui 20 euro) oppure un quadernetto di Campo Marzio ( 3 euro il più economico). Due souvenir italiani DOC.

I miei tour si svolgono a Roma ma una nostra collega, Maria Chiara Negri, ha ideato lo stesso business a Milano. Collaboro con delle guide ufficiali se i clienti me le chiedono, soprattutto per visitare musei e luoghi di interesse culturale.Nell’ultimo mese ho passato lavoro a tre persone, due guide a Roma e una a Firenze. Una soddisfazione.

Tornando ai tour di shopping sono quasi sempre in inglese, talvolta in francese. Volendo anche in spagnolo ma, per il momento, non sono mai capitati turisti iberici o latino americani. Mai avuto un italiano in questi anni. Quasi sempre americani ma anche australiani, canadesi, neozelandesi, inglesi, svizzeri, monegaschi e tedeschi. Ho problemi con la Cina perché il mio sito internet laggiù non si vede, dovrei pagare una agenzia per questo ma ancora non ho il budget per permettermelo.
Il mio compenso è di 70 euro l’ora, in linea con il mercato del personal shopping in Italia. Consiglio ai clienti di prenotare come minimo due ore ma l’ideale sono tre perché devono provarsi la roba. Lavoro al massimo con 4 clienti alla volta, altrimenti diventa un incubo. Non prendo commissioni dai negozi per essere indipendente nel giudizio e soprattutto sincera fino alla brutalità. Capita spesso che sbotto:”Signora questa giacca le sta malissimo, andiamo via!”

Purtroppo non svolgo molti tour ma so che ci vuole tempo per far conoscere la mia attività e la concorrenza è feroce. Ho un agente, Gabriele Graziani, che organizza il SEO (traffico su internet, l’arte di farsi trovare in pole position su Google). Sono stata molto aiutata dai colleghi in particolare Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, il Foglio, il Times di Londra, Elle inglese e l’Adn Kronos che hanno raccontato in vari modi la mia iniziativa. Questi articoli o interviste generano traffico su internet. Il mio obiettivo sarebbero dieci tour al mese. Per riuscirci Graziani mi “obbliga” a scrivere almeno due post a settimana sul mio blog, sempre in inglese e sempre con delle parole chiavi tipo Exclusive Shopping in Rome ecc…

Non solo accompagno i turisti nelle boutique più note come Gucci o Prada ma tengo a mostrare i nostri prodotti artigianali di media o alta gamma. Dalla bigiotteria alle lenzuola passando per il design. I clienti prenotano per un unico motivo. Quale? Vanno in giro non tanto con una personal shopper ma piuttosto con una giornalista di moda. Infatti continuo a svolgere la mia prima professione. L’anno scorso ho fatto da consulente a Duilio Giammaria per il suo programma Petrolio su Rai Uno ( doveva realizzare due puntate legate alla Moda ). Inoltre continuo a scrivere degli articoli e ci tengo parecchio. Prevalentemente per due siti www.notonlymagazine.it (rivista culturale con sede a Milano diretta da Miki Solbiati) e il Chi è Chi della Moda ( Crisalide Press diretta da Cristiana Schieppati). Direttrici che mi lasciano libera e che al tempo spesso mi danno il giusto compenso per i miei pezzi.

Aggiungo che, per realizzare la start up mi ha aiutato l’Europa e, in particolare il sito olandese www.withlocals.com . Inoltre devo molto al gruppo del Waldorf Astoria che ha prodotto un video inserendomi come personal shopper ufficiale dell’Hotel Cavalieri. Si può vedere su Youtube :” Eleonora Attolico The Art of Shopping”. Nei due casi sono stati loro a cercarmi ed è stata una fortuna. Per esperienza ogni volta che ho provato a chiedere qualcosa mi è andata male.

Non è sempre facile lavorare così. Se metto un piede in fallo e si gonfia una caviglia non guadagno, anzi direi che è una mezza tragedia. Ho accompagnato i turisti, stringendo i denti, per mesi, con una tendinite ( al tendine d’Achille sinistro). Ci sono periodi come gennaio e febbraio dove gli stranieri a Roma non vengono (il momento ideale per seguire i nostri corsi di aggiornamento che concentro nei primi mesi dell’anno).

In bassa stagione turistica provo a scrivere di più per colmare il vuoto anche economico. Questo febbraio-inizio marzo, ad esempio, ho realizzato una mappa di luoghi ispirati ai profumi dell’imprenditrice Laura Bosetti Tonatto con la sua linea Essenzialmente Laura. Un progetto ben remunerato.

La mia conoscenza della moda, acquisita in anni di sfilate che continuo a frequentare, soprattutto a Milano, funziona anche dal punto di vista commerciale. So comprare alle vendite speciali per la stampa abiti di marca a prezzi convenienti. Ci faccio “un paio di giri” per poi rivenderli sui siti come Ebay, Rebelle o Vestiaire Collective. Ho l’occhio allenato anche nei negozi vintage, negli outlet o al mercatino del Borghetto Flaminio di Roma.

Mi sono sentita dire: “ Chi vuole fare il giornalista non vuole un altro mestiere”. Sarà ma a me servono i soldi e con una vita da freelance non guadagnavo abbastanza. Una bella frase di incoraggiamento me l’ha scritta uno che ce l’ha fatta: Maurizio Caprara del Corriere della Sera: ”In bocca al lupo per il tuo lavoro che svolgi con originalità”. Ecco l’originalità. Una risorsa che il cronista dovrebbe avere nel DNA.

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