La chimera della prevenzione, delle diagnosi precoci, e del sollievo alle famiglie per combattere l’alzheimer

di Francesco Grignetti – candidato con Insieme per Casagit

Era il 2017, e in vista delle elezioni per la Casagit, chiedevo, seguendo quel che avevo tentato di fare negli anni precedenti, di ragionare su qualcosa di terribile, che non si può esorcizzare con una alzata di spalle. In Italia ci sono 1,2 milioni di persone, per lo più anziani, che soffrono gli effetti di una malattia neuro degenerativa.
Secondo un rapporto di Alzheimer Disease International, i nuovi casi in Italia nel 2015 erano stati 269.000. Si prevede però che il numero di malati nel mondo sia destinato a raddoppiare ogni 20 anni. A breve, insomma, l’Italia dovrà fare i conti con prospettive terribili. Ovviamente la popolazione giornalistica non fa eccezione e alla Casagit ce ne siamo tristemente accorti.

Scrivevo: “La spesa per sostenere i soci affetti da malattie neuro degenerative (e le loro famiglie) è lievitata in scala esponenziale. Occorre guardare avanti e guardarci negli occhi. La Casagit che vogliamo dovrà elaborare un Piano Alzheimer, innanzitutto per la prevenzione”. Ebbene, quattro anni sono trascorsi invano. Di un Piano per gestire le malattie neurovegetative nella nostra piccola comunità di giornalisti assistiti dalla Casagit, non c’è ancora traccia. Eppure un Piano serve. Io lo vedo articolato in due capitoli: prevenzione & assistenza.

PREVENZIONE. Una parola che i gruppi dirigenti di Casagit masticano davvero poco. Molti vedono una spesa sicura oggi a fronte di un beneficio eventuale futuro. Noi invece diciamo che se anche ad un solo collega sarà risparmiato il lungo atroce viaggio nella demenza, quei soldi saranno ben spesi.

Ma noi sappiamo anche che quei pochi euro spesi oggi per le diagnosi precoci saranno milioni  risparmiati domani. E che la diagnosi precoce sia possibile, lo leggiamo sul sito ufficiale di Casagit stessa. Si tratta solo di crederci, e chiamare a collaborare al nostro Piano quei bravi professori che citiamo. 

ASSISTENZA. Casagit oggi offre un rimborso delle forti spese sostenute da chi soffre di non autosufficienza. È una scelta nobile e giusta, ma dobbiamo fare di più. La Casagit non può limitarsi ad essere un Bancomat, specie quando si nutrono così alte ambizioni di proporsi come Società di Mutuo Soccorso. Servono delle Case del Sollievo dove i malati possano essere accolti in day hospital a rotazione, o anche per brevi periodi, in modo da alleviare le famiglie dal peso psicologico e fisico dell’assistenza continuativa.

Se l’Inpgi, che ha molti locali vuoti nel suo portafogli immobiliare, vorrà aiutarci, mettendo a disposizione con comodato gratuito qualche spazio utile ai giornalisti, bene. Altrimenti dovremo fare da soli. Importante è che Casagit diventi una sigla amica, che eroga servizi di alto livello, e non un mero sportello di disbrigo delle pratiche.

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