Su delibera “tassa per Inpgi” perché non far votare i lavoratori?

Il nostro sito di componente sindacale da oggi inizia a ospitare riflessioni e commenti sulla delibera dell’Inpgi che tassa dell’1 per cento lo stipendio netto di attivi e pensionati per evitare il fallimento dell’istituto previsto oggi nel 2025.

Una azione mai realizzata nella storia dell’istituto e del sindacato unitario.

di Filippo Caleri – Giornalista economico, cdr Il tempo

Non si possono mettere le mani nelle tasche dei giornalisti senza il loro preventivo consenso. La delibera Inpgi dovrebbe essere sottoposta almeno a un referendum tra i lavoratori. La riduzione dello stipendio decisa in maniera unilaterale dall’ente di previdenza viola il principio di libertà di disposizione della retribuzione.

Molti giornalisti sono già soggetti a cospicue riduzioni del loro tenore di vita. In alcuni casi il taglio dello stipendio arriva fino al 30% mensile a fronte della riduzione dell’orario di lavoro.

L’applicazione della delibera aumenta il sacrificio già imposto, abbassa ulteriormente il tenore di vita con un atto unilaterale e si palesa fortemente discriminatoria perché infligge sacrifici a persone già sotto pressione dal punto di vista retributivo.

Trattandosi di delibera, e dunque di un atto preso a maggioranza da un’assemblea, immagino che mutuando le norme del codice civile si possa chiedere immediatamente la sospensione della delibera di fronte a un giudice. Successivamente chiederne l’annullamento.

Nel ricorso va messa in evidenza la fragilità della misura. Non risolve nulla e posticipa solo il fallimento della cassa. Meglio cercare da subito soluzione di ricerca della garanzia pubblica sotto l’ombrello Inps sulla scorta di quanto fatto dai piloti con il fondo costituito ad hoc – LEGGI QUI

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