Informazione sulla guerra: lontani dalla propaganda, vicini al contratto di lavoro

Informazione@futuro in Direttivo Stampa Romana

La guerra tra Russia e Ucraina crea nel cuore dell’Europa una ferita senza precedenti.

Di fronte a un dramma di questo livello politico, militare e umano con centinaia di migliaia di profughi in fuga dalle proprie abitazioni è necessario rispondere alla richiesta di notizie da parte della comunità italiana attenendosi ai fatti secondo etica e deontologia professionale.

Assistiamo invece a schieramenti, contrasti tra colleghi al limite della calunnia sulla base di valutazioni politiche legittime ma con scarsa o nulla attinenza ai fatti. In questo modo è costante il rischio di rilanciare consapevolmente o meno propaganda bellica senza verifica delle fonti e senza riscontro di quanto si racconta.

L’esasperazione dei ritmi della produzione digitale, l’uso massiccio di immagini a volte violente, a volte ricattatorie e il brusio inesausto dei talk show polarizza le posizioni sacrificando la limpidezza delle notizie e la complessità della loro concatenazione.

Con un effetto paradossale: tanto più si cerca informazione, tanto più i cittadini sono disorientati, quindi tanto meno sì fidano della completezza dei resoconti.

In questo contesto buona parte dell’informazione sul campo è affidata a feeelance senza tutele, senza garanzie contrattuali e senza assicurazioni.

L’effetto è paradossale per la nostra categoria.

I freelance stanno producendo con il loro lavoro alcuni dei reportage migliori dall’Ucraina ma la loro condizione contrattuale non cambia. Nessun editore italiano nonostante il loro lavoro prezioso propone una assunzione anche con contratti di lavoro a termine. L’esatto contrario di quanto avviene in Europa. La logica resta quella del McDonald’s. Produzione seriale a
Costi bassi e tutele tendenti allo zero per i freelance.

I consiglieri del direttivo di stampa romana di informazionefuturo chiedono alla presidente Frangi di convocare un direttivo speciale esclusivamente dedicato all’informazione sulla guerra e alla giusta distanza nel racconto secondo articolo 16 dello Statuto.

Una buona informazione produce credibilità e forza al nostro sistema produttivo. Non possiamo perdere questa occasione.


Questo il documento approvato all’unanimità dal Consiglio Direttivo di Stampa Romana del 19 maggio 2022

La guerra in Ucraina ci interroga su come raccontare questo e gli altri conflitti in corso in vari angoli del mondo.

Di fronte a un dramma di tale livello umano, politico e militare, con centinaia di migliaia di profughi in fuga dalle proprie abitazioni è necessario rispondere alla richiesta di notizie attenendosi ai fatti secondo etica e deontologia professionale.

Assistiamo invece a schieramenti, contrasti tra colleghi al limite della calunnia sulla base di valutazioni politiche legittime ma con scarsa o nulla attinenza ai fatti. In questo modo è costante il rischio di rilanciare consapevolmente o meno propaganda bellica senza verifica delle fonti e senza riscontro di quanto si racconta.

È dovere delle giornaliste e dei giornalisti non prestarsi a un’informazione spesso acritica e richiamare al rispetto della completezza e del pluralismo.

Autonomia e trasparenza vanno salvaguardate rigettando l’ipotesi che siano – anche nel caso del servizio pubblico – enti esterni a stilare liste di chi invitare e chi no: la scelta degli ospiti da invitare deve restare nella esclusiva autonomia di direttrici e direttori di testata.

L’esasperazione dei ritmi della produzione digitale, l’uso massiccio di immagini a volte violente, a volte ricattatorie e il brusio inesausto dei talk show polarizzano le posizioni sacrificando la limpidezza delle notizie e la complessità della loro concatenazione.

Con un effetto paradossale: tanto più si cerca informazione, tanto più i cittadini sono disorientati, tanto meno si fidano della completezza dei resoconti.

In questo contesto buona parte dell’informazione sul campo è affidata a freelance e videomaker professionisti e pubblicisti spesso senza tutele, senza garanzie contrattuali e senza assicurazioni.

Proprio i freelance e i videomaker stanno producendo con il loro lavoro alcuni dei reportage migliori dall’Ucraina ma la loro condizione contrattuale non cambia. Nessun editore italiano nonostante il loro lavoro prezioso propone una assunzione anche con contratti di lavoro a termine. L’esatto contrario di quanto avviene in Europa. La logica in Italia resta quella della produzione seriale a costi bassi e tutele tendenti allo zero.

Il Direttivo dell’Associazione Stampa Romana conferma l’impegno del sindacato regionale del Lazio nel mettere in campo tutti gli strumenti a sua disposizione, dall’assistenza sindacale a colleghe e colleghi coinvolti sul terreno, alla promozione di iniziative e dibattiti sul tema di una corretta e completa informazione di guerra.

Il Direttivo sottolinea anche la necessità di reintrodurre e promuovere i corsi di formazione per gli inviati in aree di crisi.

In quest’ottica il Direttivo si impegna a promuovere e realizzare insieme una giornata sul tema: “Informazione e guerra: qualità del lavoro e della vita professionale del giornalista”.

Una buona informazione produce credibilità e forza al nostro sistema produttivo. Non possiamo perdere questa occasione.

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