Le nuove sfide del Fondo complementare dei giornalisti

di Tiziana StellaCdA Fondo

Carissimi colleghi, 

torno a ringraziarvi per la fiducia che mi avete rinnovato con il vostro voto permettendomi di essere eletta nel Consiglio di Amministrazione del Fondo Pensione Complementare

Molti di voi sanno quanto è stato complicato arrivare alle elezioni del Fondo per la nostra squadra: prima ci è stata contestata la raccolta delle firme poi siamo stati esclusi dalla competizione elettorale ed infine riammessi quando abbiamo denunciato alla Covip -l’organismo di controllo dei fondi pensione- il mancato rispetto dello Statuto  e del Regolamento che prevedono nel CdA la presenza paritaria di giornalisti ed editori. Senza di noi, infatti,  ci sarebbero stati soltanto 4 giornalisti e 6 consiglieri espressione della parte datoriale. Sarebbe stato davvero difficile poi chiamarlo Fondo dei giornalisti italiani …

Anche nel rush finale non siamo partiti alla pari con i colleghi dell’altra lista: il Fondo ha pensato bene di comunicare i nostri nomi agli iscritti e alla Fnsi soltanto una settimana prima del voto, il 12 maggio. 

Insomma arrivare alle elezioni è stata un’impresa ardua ma ce l’abbiamo fatta. Purtroppo, pur avendo preso molti voti, non sono passati due bravi colleghi: Marco lo Conte, già presidente della Commissione Patrimonio e Finanza nella consiliatura uscente, e Valerio Boni, esperto di Fondi Pensione.

Questa volta saremo in minoranza Gianni Dragoni ed io ma ci impegneremo per portare avanti obiettivi nell’unico interesse degli iscritti. 

L’allargamento della platea, innanzitutto: negli scorsi tre anni costantemente abbiamo inserito questo tema negli odg di molti CdA. Gli editori si sono sempre detti d’accordo ma poi non è mai stato realizzato. Eppure aumentare gli Iscritti è fondamentale per lo stesso futuro del Fondo. Gli studi attuariali mostrano come, senza cambio di rotta, tra 10 anni gli iscritti saranno dimezzati. Un fondo con pochi iscritti significa un fondo debole con poche risorse, incapace di negoziare al meglio sul mercato. Noi proponiamo di allargare la possibilità di accedere al fondo Pensione a tutti gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti.

E’ importante poi far conoscere ai colleghi quanto sia fondamentale il Fondo Pensione per il loro futuro: per questo vogliamo potenziare i corsi che in questi ultimi tre anni hanno visto il Fondo partecipare al Mese dell’Informazione Finanziaria, patrocinato dal MEF. Inoltre vorremmo creare una sorta di “sportello” con esperti che sappiano rispondere alle esigenze dei colleghi. Vedremo se la maggioranza sarà disponibile in questo senso in CdA. 

Va comunque migliorata la comunicazione del Fondo: un processo avviato ma poi rivelatosi insoddisfacente perché la scelta del partner non è stata delle migliori ( noi, lasciatemelo ricordare, abbiamo votato contro semplicemente perché la società indicata dagli altri colleghi non è un’agenzia di comunicazione)

Nel corso della scorsa consiliatura sono stati rimodulati i Comparti e abbiamo cambiato i nomi per dare immediatamente l’idea del tipo di investimento: oltre al Garantito, ci sono Breve, Medio e Lungo Termine. Abbiamo poi introdotto il LifeCycle: uno strumento utile per chi ( ed è la maggioranza degli iscritti) una volta aderito non si occupa più del Fondo. Con il LifeCycle potrà “disinteressarsene” senza avere brutte sorprese: questo strumento adegua gli investimenti coniugando età anagrafica dell’iscritto agli anni che lo separano dalla pensione. Il comparto scelto all’inizio della carriera sarà perciò più redditizio ma anche un po’ più rischioso; andando avanti con gli anni ed avvicinandosi alla pensione, il LifeCycle cambierà comparto favorendo quello che permette di consolidare gli investimenti diminuendo i rischi.

Il fondo va bene: gli ultimi 3 anni hanno avuto rendimenti positivi. Nel 2021, un anno piuttosto difficile, tutti i comparti hanno avuto il segno +:  il Lungo Termine ha guadagnato il 6.7%; il Medio 2.92%, il Breve lo 0.79%.

Ovviamente il primo semestre dell’anno sarà, a causa dei noti fatti internazionali, più complicato. Aspettiamo i dati ufficiali. 

In generale, comunque nel Fondo pensione le eventuali perdite sono gestite e ben monitorate in modo da permettere un recupero nei mesi successivi.

Negli ultimi 10 anni il TFR investito al Fondo, al netto delle tasse ha dato un rendimento pari al 33% nel Medio termine e al 57% nel Lungo termine contro il 22% del TFR lasciato in azienda.

Saremo attenti, Gianni ed io, a preservare questo utile strumento previdenziale cercando il più possibile di estendere i vantaggi del Fondo ad una platea maggiore di giornalisti.

Grazie ancora per il vostro sostegno.

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