Senso di responsabilità senza scippi sull’ex fissa

“Slitta al 20 gennaio il tempo per rispondere alla “raccomandata” con cui la Commissione paritetica Fieg-Fnsi che gestisce il Fondo ex fissa invita i colleghi ad esprimere la loro manifestazione di interesse per un possibile pagamento anticipato ma decurtato del credito maturato. La scadenza indicata per rispondere in modo tassativo era il 31 dicembre 2017. Per molti colleghi è stato impossibile visto che la lettera tanto generica quanto impegnativa, in molti casi è arrivata qualche giorno prima della scadenza indicata o addirittura deve ancora arrivare. Il rinvio, quindi, non è stata una concessione ai colleghi, ma la presa d’atto di una gestione approssimativa di un passaggio molto delicato. Perché in gioco non è solo l’ex fissa. Lealtà, trasparenza e chiarezza sono fondamentali quando si chiedono sacrifici ai colleghi. Quando si chiede loro di rinunciare a qualcosa che legittimamente è considerato un diritto maturato.

Andiamo al punto. L’ex fissa non è più pienamente esigibile perché il fondo non è più capiente. Questa inadeguatezza è strutturale, connaturata con l’istituzione del fondo, quindi destinato ad andare in default.

Questa è l’amara realtà che ha portato prima a pagamenti differiti, poi ad una loro rateizzazione, quindi ad una riduzione sugli interessi riconosciuti ai colleghi. Con i recenti massicci prepensionamenti e pensionamenti anticipati la situazione si è fatta insostenibile. E’ una situazione che i colleghi conoscono sin troppo bene. Ma di cui non possono essere considerati responsabili. Altri ne hanno per non aver affrontato il problema introducendo per tempo correttivi adeguati, visto che è evidente come la ex fissa (quando non sono due) di un direttore o di una figura apicale di una redazione ha un peso diverso rispetto a quella di un collega prepensionato o di una testata in crisi.

Ora si cerca di trovare il bandolo di un’intricata matassa. Si sono ritenute necessarie ulteriori misure correttive che accompagnino la liquidazione del Fondo. Occorre procedere con buon senso, misura, realismo e senso di responsabilità. Non certo con misure che appaiono vessatorie e non rispettose dei colleghi anche perché gestite in modo approssimativo.

Con la riunione della Commissione paritetica dello scorso 10 gennaio si è corretto qualcosa. Ne diamo atto al segretario generale Fnsi, Raffaele Lorusso chiamato a gestire una situazione complicata.

Non solo con la proroga al prossimo 20 gennaio dei tempi per esprimere “una manifestazione di interesse” ad un pagamento anticipato del credito maturato e nella sostanza dimezzato. Si è pure annunciata l’apertura di uno “sportello” Inpgi e Fnsi indispensabile per dare a ciascuno un quadro preciso della propria situazione e quindi consentirgli una scelta oculata. Cosa che sinora – quindi nella fase che ha preceduto la scadenza per la “manifestazione di interesse” del 31 dicembre 2017 – è mancata.

Ma perché la scelta sia davvero considerata non vessatoria, perché non sia una scommessa sul futuro come l’acquisto di titoli in Borsa, è necessario fornire assicurazioni e garanzie anche sul reale pagamento del credito maturato nei tempi indicati dalla rateizzazione. Lo impone un dovere di serietà e lealtà verso i colleghi, anche se si sta procedendo alla liquidazione del Fondo.

Per questo risulta particolarmente inaccettabile lo “scippo” della rata del 2017 il cui pagamento è stato posticipato al gennaio 2018 e che ora a sorpresa e al di fuori di quanto assicurato dalla stessa Fnsi, la Commissione paritetica informa che dovrebbe escludere chi ha espresso interesse per un pagamento anticipato . La nota della Commissione paritetica ricorda che la manifestazione di interesse non è una decisione vincolante. Lo sarà quando con una “transazione individuale” vi sarà una sua formalizzazione e la liquidazione del dovuto, possibile solo dopo che il collega avrà avuto un’informazione completa sulla sua situazione. Con l’esclusione dal pagamento della rata del 2017 a chi ha espresso una manifestazione di interesse al pagamento anticipato e – va ricordato – dimezzato, si applicherebbe una retroattività punitiva e inaccettabile.

Facciamo conto sulla sensibilità e sul senso di responsabilità dei nostri rappresentanti nella Commissione paritetica perché correggano ciò che c’è da correggere. I percorsi inclusivi e condivisi favoriscono pratiche di solidarietà responsabile, al contrario si alimentano la protesta e la demagogia abbondantemente foraggiati dalla crisi del settore. Confidiamo nella disponibilità all’ascolto e all’attenzione di chi ha la gravosa responsabilità di rappresentare i colleghi a partire dai vertici della Fnsi”.

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