Meglio le idee delle casacche

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“Non ho la tessera di Informazione@futuro ma sono qui. Seguo con interesse le cose che fate. Sono utili. Non mi iscrivo…ma chiamatemi pure. Partecipo volentieri alle vostre iniziative…”. Manca poco alle 14. La riunione è quasi alla fine ma Paolo Di Giannantonio, a lungo inviato di punta del Tg1 e per anni membro del comitato di redazione della testata ammiraglia della Rai sente il bisogno di intervenire. Ha a cuore il problema della qualità dell’informazione in Italia sempre più in calo. Lo fa con quella premessa. Quell’esigenza di preservare una sua autonomia. Ma chi presiede l’assemblea lo ringrazia e lo rassicura. “Non servono tessere per camminare assieme, per riflettere e cercare risposte utili a tutti. Sono le idee e non le casacche quelle che contano”. Così ben si esprime lo spirito che si è respirato all’incontro di informazione@futuro tenutosi ieri martedì 17 aprile alla Torretta, sede dell’Associazione Stampa Romana. Dalle ore 11 in sala si contano oltre settanta presenze, colleghi delle agenzie di stampa e dei quotidiani, dell’emittenza radiotelevisiva pubblica e privata, degli uffici stampa, impegnati nei comitati di redazione, nell’Associazione Stampa Romana, negli enti di categoria e nell’Ordine dei giornalisti.

Alla relazione del segretario di Stampa Romana Lazzaro Pappagallo sono seguiti quindici interventi ai quali si sono aggiunti i messaggi inviati da chi non ha potuto partecipare all’iniziativa. Concretezza, laicità, apertura al confronto, ospitalità per punti di vista diversi hanno contrassegnato l’incontro. Segno di un sindacato che malgrado le difficoltà è vivo e che si attrezza ad affrontare il futuro e non solo l’emergenza. Interventi di merito, quindi, e qualche critica, qualche sollecitazione, scambi di informazione sulle cose fatte e sulle emergenze con cui misurarsi. Senza tralasciare gli errori, le sconfitte e gli obiettivi che non si è riusciti a raggiungere. Ma su questo non entro. Abbiamo affidato il resoconto della riunione al collega Fulvio Fania, che è “esterno” al gruppo dirigente di informazione@futuro ma è ben attento ai temi della categoria. Un piccolo segno, che però consideriamo emblematico della volontà di uscire da ogni autoreferenzialità. Perché oltre agli effetti drammatici della crisi che possono alimentare sfiducia e disimpegno, per dare forza e credibilità al sindacato dobbiamo combattere un nemico che coviamo in noi stessi: proprio l’autoreferenzialità con la sua logica stagnante che ti porta a pensare di avere tutte le risposte a tavolino, senza misurarsi con la realtà e con i colleghi.

Allora se l’obiettivo principale è quello di un lavoro vero, della lotta alla precarietà per offrire un’informazione di qualità, autorevole e autonoma anche nella fase digitale che stiamo vivendo occorre avere il coraggio del confronto e dell’apertura al cambiamento. Per questo mettiamo al servizio dei colleghi e di tutto il sindacato le nostre riflessioni a partire da quelle sul contratto e sul riordino del sistema delle agenzie di stampa. Può aiutare ad avere dei riferimenti ed avviare un confronto serio tra i colleghi e con la politica, con le parti sociali. Il sindacato è più forte nella trasparenza e nella partecipazione. Così si possono affrontare meglio le difficoltà, spiegando le proprie ragioni e correggendo anche i sempre possibili errori.

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