Informazione, al Tribunale di Viterbo si fa trasparente

contratto

Stampa Romana firma il protocollo con il Tribunale e la Procura di Viterbo per avviare una buona prassi e ri-organizzare i rapporti con i giornalisti.

 

E’ stato firmato, presso il Tribunale di Viterbo, il protocollo d’intesa tra l’Associazione Stampa Romana ed il Tribunale e la Procura di Viterbo che ha sancito l’inizio di una prassi sperimentale, della durata di un anno, per migliorare l’efficacia e la qualità delle notizie ed organizzare con i magistrati, individuati anche in base alle loro specializzazioni, una buona prassi di comunicazione alla stampa sull’attività giudiziaria.

L’obiettivo comune è quello di facilitare l’accesso alle fonti per i giornalisti e di istituire la prassi di incontri periodici o conferense stampa per illustrare anche le sentenze o i fatti oggetto di attenzione per l’ informazione pubblica. -Il Tribunale e la giustizia sono al servizio dei cittadini – ha ricordato il procuratore di Viterbo, Paolo Auriemma. Eppure, troppo spesso questa vicinanza non viene resa visibile o agibile ed è difficile accedere in tempi utili agli atti e, quindi, alle notizie, perfino per i giornalisti, costretti ed ormai abituati a cercare fonti privilegiate o ad acquisire documenti sottobanco. Una condizione di fatto diffusa in Italia, tanto da far determinare il segretario di Stampa Romana, Lazzaro Pappagallo, ad intervenire con una strategia ed un piano di lavoro ben preciso, che è stato sollecitato, elaborato e realizzato dal gruppo dei giornalisti, iscritti al sindacato ed attivi nella macroarea articolo 21, che con il sostegno e la collaborazione di Ossigeno per l’informazione, hanno animato incontri di formazione in tutte le province del Lazio. Un opportunità per i giornalisti anche lo scambio di idee ed il libero confronto con i magistrati dell’ Associazione Nazionale dei Magistrati (ANM), che hanno condiviso con noi sia il ragionamento che il lungo percorso, culminato nell’appuntamento di formazione, che ha avuto luogo a Roma il 15 febbraio scorso, alla Biblioteca Nazionale, quando, il vicepresidente del CSM in carica, Giovanni Legnini, annunciò una imminente circolare. Così, dal 13 luglio del 2018 (prot. 1695/2018) quella circolare ha reso note le linee-guida per l’organizzazione degli Uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale. Ed è da qui che riparte espressamente anche il protocollo siglato ieri tra il sindacato di Stampa Romana ed il Tribunale e la Procura di Viterbo.

Un avvio importante, dunque, per dare concretezza ed attivare un primo laboratorio verso una buona pratica per quei principi dell’articolo 21 della nostra Costituzione a cui hanno fatto da corollario non pochi richiami nelle convenzioni internazionali. Ne è convinta la presidente del Tribunale di Viterbo, Maria Rosaria Covelli, fautrice da tempo anche dell’esigenza di aggiornare i siti web dei tribunali per rendere disponibili e facilmente fruibili tutte le informazioni e gli atti pubblici utili ai cittadini per la loro vita quotidiana. Covelli, che nel corso dell’incontro al Tribunale di Viterbo, con i giornalisti di Stampa Romana, ha sottolineato e ripercorso le tante disfunzioni ancora esistenti nella organizzazione della Giustizia è convinta che gli strumenti informatici, le creazione di banche dati nazionali a disposizione dei magistrati sulle sentenze dei diversi tribunali, così come i servizi e la trasparenza verso i cittadini, possano davvero giocare un ruolo cruciale anche culturale per l’efficienza e l’uniformità della giustizia nel Paese.

(Monica Soldano, cons. ASR)

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