Appello al governo unitario di Stampa Romana

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L’esito delle recenti elezioni sindacali di Stampa Romana è stato chiaro nei numeri. Nessuna delle componenti sindacali ha la maggioranza per governare da sola l’Associazione.
I colleghi però hanno bisogno di risposte e non possiamo permetterci la paralisi dell’Associazione.

Le sofferenze delle redazioni del Velino o di askanews, e sono solo due esempi significativi, richiedono dedizione e compattezza.

Ritengo che tutte le forze in campo debbano assumersi la responsabilità di governare Stampa Romana, riconoscendo i numeri del voto, sulla base di sei punti su cui convergere:

  • l’afflusso di risorse al sistema, redistribuendo i profitti degli over the top come Google e Facebook;
  • la difesa del contratto nazionale di lavoro con un lavoro autonomo pagato in coerenza con il contratto;
  • la difesa di grandi settori che qui producono occupazione: dalle agenzie di informazione dalla grande emittenza, dai quotidiani agli uffici stampa pubblici e privati;
  • la garanzia delle prestazioni previdenziali e sanitarie;
  • la formazione come motore della trasformazione della categoria;
  • la democrazia sindacale come metodo per coinvolgere i colleghi dal referendum sul contratto alla definizione con le redazioni delle nuove figure professionali

Se ci riconosciamo in questi punti da perseguire secondo lo spirito di ampia condivisione che ha animato l’ultimo direttivo su spinta della segreteria uscente diamo sostanza alla libertà di informare e al diritto di essere informati garantiti dalla Costituzione, allontanando così le minacce e le pressioni subite dai cronisti e la condizione di fragilità e ricatto in cui vive buona parte dei nostri colleghi, a cominciare dai giornalisti licenziati e disoccupati.

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