GIORNALISTI: crisi Inpgi, appello di oltre 100 dirigenti alla presidente

Oltre cento giornalisti di tutta Italia, eletti nelle istituzioni di categoria (Inpgi, Fnsi, Ordine, Casagit, Fondo di pensione complementare) hanno scritto una lettera alla presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, per esprimere la preoccupazione loro e dell’intera categoria sulla tenuta dei conti dell’Istituto di previdenza, specie alla luce della sospensione del commissariamento fino al prossimo novembre deciso dal governo.

I giornalisti chiedono di conoscere quali ipotesi siano allo studio del Cda dell’Inpgi nell’ottica di eventuali tagli alle prestazioni e di maggiori entrate, mentre i consiglieri generali dell’Istituto sollecitano la presidente a convocare in tempi solleciti il consiglio generale proprio perché i problemi sul tappeto e le eventuali soluzioni da proporre ai ministeri vigilanti siano noti a tutti e sia possibile un’ampia discussione.

La lettera indirizzata alla presidente Macelloni è stata inviata per conoscenza, oltre che all’intero cda e agli organi di controllo interni dell’Istituto, anche al sottosegretario all’Editoria e ai titolari dei ministeri vigilanti.

Gli stessi giornalisti hanno scritto inoltre al segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, anche nella sua veste di componente del Cda dell’Inpgi dove siede in rappresentanza della categoria, sottolineando come “le difficili soluzioni che si profilano non possano prescindere da un’assunzione di responsabilità dell’intera classe dirigente”, con l’obiettivo di “tutelare i diritti e gli interessi di tutta la categoria di fronte a un passaggio essenziale, in un contesto di massima trasparenza”. Ancora, i giornalisti chiedono al segretario del sindacato  “di mettere subito in campo tutte le misure di natura sindacale che possano incidere sul miglioramento dei conti dell’Inpgi”.

 

I testi e le firme delle lettere 👇

INPGI. Lettera Macelloni con firme da pdg 14-07-19

FNSI. Lettera Lorusso con firme da pdf 14-07-19

 

LETTERA DI GIANNI MONTESANO

Questa è la posizione distinta di Gianni Montesano, eletto per informazione@futuro nel Consiglio dell’Ordine nazionale. Il comunicato che avete appena letto, dedicato esclusivamente a Inpgi e con quei destinatari, era ed è il risultato dell’assemblea di Informazione@futuro dedicata all’istituto di previdenza (e qui puoi mettere il link dell’articolo di fine giugno che trovi sul sito). Queste le sue considerazioni.

 

Perché non ho firmato la lettera sull’INPGI pur condividendone l’impianto

“Carissime colleghe e colleghi, vi prendo solo due minuti per spiegarvi perché non firmato la lettera sull’INPGI pur condividendone l’impianto. Ho ricevuto il testo via wazzup e mi sono reso conto che mancava qualcosa. Mi è sembratacorretta  e opportuna la richiesta di trasparenza sullo stato dell’ente di categoria, così come era giusto chiedere la  convocazione dell’assemblea generale.

Ho  trovato singolare, però,  che non ci fosse nemmeno una riga di riferimento sull’atteggiamento del governo su tutta la vicenda. Anzi sembrava quasi messo in positivo il passaggio sul rinvio a ottobre del commissariamento. C’è un intreccio fra la vicenda Inpgi e la martellante richiesta del sottosegretario Crimi di abolire l’Ordine dei Giornalisti. Il tema dell’allargamento dell’Ordine ai comunicatori poteva essere gestito meglio (ne avevamo parlato in un incontro alla Asr il 27 giugno) e in quello stesso incontro non solo il sottoscritto  ma tanti altri avevano sottolineato e criticato l’atteggiamento dell’esecutivo verso la categoria, dall’Ordine all’Inpgi.  Crimi, invece,  non ha mai preso in considerazione la proposta del Cnog, ormai di un anno fa,  che va esattamente in quella direzione, ridefinendo l’accesso alla professione svincolandolo dagli editori e dalle testate e legandolo invece ad un percorso formativo universitario e al vincolo deontologico. In questo modo – semplifico -si aprirebbe a tutti coloro che fanno comunicazione, a patto che accettino la deontologia giornalistica e che la vigilanza resti autonoma (e rafforzata). E’ questo il motivo per cui il Cnog, unanime, ha sostenuto il presidente Carlo Verna nella scelta di non partecipare all’ultimo appuntamento degli stati generali.

Quindi, tornando  alla lettera, credo sarebbe stato importante marcare un giudizio di valore  sulla volontà di alcuni settori  politici di colpire l’autonomia della categoria.  Poche righe sarebbero state, per me,  utili e necessarie. Altrimenti può apparire come una mera partita interna alla categoria; ma non lo è”.

Gianni Montesano – consigliere nazionale Ordine dei Giornalisti

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