Mojo Italia: che la festa inizi

Non vi racconterò del salto tecnologico, della sfida di un sindacato che affronta la modernità senza fuggire, del lavoro appassionato e dettagliato di tutti i colleghi che si alterneranno nella guida dei venti seminari in programma da domani fino a domenica.
Nulla di tutto questo.
Oggi mi concentro sulla festa.
Il frutto più dolce e gustoso della prima edizione è stata l’energia sprigionata, la voglia di condividere in gruppo una esperienza formativa su uno sfondo comune, i volti sorridenti e interessati di colleghi e colleghe.
Per una volta il sindacato non doveva officiare crisi aziendali, licenziamenti, prepensionamenti, riduzioni del mercato del lavoro. Per una volta si descriveva un orizzonte concreto di ridefinizione di un modello di produzione ed elaborazione delle notizie usando il video e le potenzialità che hanno i video prodotti con gli smartphone, legati strettamente alla diffusione via web.
 
La giocosità della tre giorni accompagnata anche dalla freschezza del team dei laureandi del CoRis della Sapienza vuole essere un tratto netto e distintivo anche della edizione di quest’anno.
 
Abbiamo allargato il tiro, abbiamo incrociato e analizzato con ancora più profondità tutte le meccaniche e le tecniche che ruotano attorno al mobile journalism, siamo stati anche discretamente pop con le ultime giornate formative dedicate a moda e cibo, elementi sempre più vivi di una informazione che fa dell’immagine il perno.
Quest’anima pop(olare) passa attraverso l’impatto sociale dei nostri partner, dall’appoggio e dal sostegno di Emergency, Caritas che riconoscono nella nostra esperienza e nei lavori alimentati dalla nostra esperienza un fondamentale presidio di informazione provenienti dagli angoli più remoti e oscuri del nostro mondo.
 
La nostra anima comunitaria impatta sul mondo dei media se alla partnership dell’agenzia Dire aggiungiamo un quotidiano come La Repubblica e Radio tre. E’ la dimostrazione del radicamento sempre più largo della nostra esperienza all’interno della comunità dei giornalisti.
 
Ultima nota non banale è la centralità di Roma.
Ci sono festival giornalistici un po’ in tutte le zone d’Italia correndo lungo lo Stivale. Quello organizzato da Stampa Romana e dal suo gruppo dirigente, dall’Associazione Filmaker e diretto da Nico Piro è l’unico che posiziona l’aspetto dell’innovazione e del saper fare, dell’apprendimento come chiave di interpretazione dei nostri saperi. Non ce ne sono altri. E questo posizionamento avviene proprio a Roma, piccola dimostrazione di come anche e soprattutto nella Capitale d’Italia si possano produrre nel giornalismo pratiche avanzate di narrazione e racconto del reale.
Vi aspettiamo da domani alla Casa del Cinema a Villa Borghese iscritti ai corsi e non (e qualche posto si troverà anche last minute) per incontrarvi, chiacchierare e confrontarci.
Che la festa abbia inizio!
di Lazzaro Pappagallo 

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